È la politica, bellezza

Cosa è accaduto in Italia negli ultimi 20 anni ha dell’incredibile. Un imprenditore, tale S.B. (noi eviteremo, per quanto possibile, di riportarne il nome per intero) ha saccheggiato l’anima del Paese, ha depravato le istituzioni, ha governato flussi di interesse, ha violentato il bene comune, ha ridotto la politica ad una barzelletta, quella del bunga, bunga.
Per cacciarlo c’è voluta la paura, quella che tutti gli italiani hanno provato, di vedere i “gruzzoletti” svanire nel nulla, insieme all’euro. Così è venuto Mario Monti e le sue politiche di risanamento forzoso dell’economia e di contenimento del debito pubblico.
Ora è finalmente iniziata una nuova fase. Quella della consapevolezza ritrovata, della volontà di cambiare e di partecipare. Sarà un percorso lungo perché lo sconvolgimento è stato profondo e nefasto. Sarà un percorso faticoso perché il sonno della democrazia genera mostruosità. Sarà un percorso tortuoso perché c’è da ricostruire sulla desolazione, con una spaventosa povertà di risorse.
Il primo segnale di risveglio è venuto dalle primarie di coalizione del centrosinistra. Il 25 novembre (se sarà necessario anche il 2 dicembre) milioni di italiani sceglieranno il candidato da presentare alle prossime elezioni politiche, ovvero il candidato premier che, in caso di vittoria, dovrà guidare il Paese fuori dalla palude infida e malata dove è stato precipitato dal collasso collettivo delle coscienze. È la politica, bellezza.

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