Caro Matteo Renzi

LETTERINA a MATTEO RENZI

Vince Pier Luigi Bersani. Il Centrosinistra ha il suo candidato per le elezioni politiche. E’ fatta dunque. Li ho ascoltati stasera, entrambi. Ho ben sentito. Bersani è come un treno sui binari: la direzione è stabilita, ma lui ha per la prima volta nella storia della conduzione dei treni, controlla le leve del comando del mezzo e quelle degli scambi dei binari.

Nemmeno Prodi o D’Alema avevano mai avuto simili opportunità.

Proprio i difetti e i problemi del PD (correntismo da potere di risulta, incertezza sulla propria natura, eccesso nelle speranze originarie) lo hanno allenato a migliorare doti già sperimentate di mediazione costruttiva, di tranquilla e sorridente attenzione e apparente bonomia emiliana unite a determinazione a resistenza.

Ed eccolo qui, vincitore, già intento a chiamare, unire, anche ad attendere piccoli passi da chi non sa camminare insieme agli altri, in nome di un obiettivo che alla fine non può che unire: salvare l’Italia.

Caro Sindaco di Firenze,

dico così perché nel mio cervello Firenze si deve vedere e pensare per quello che tu dici sempre, la città più bella del mondo, quella del Rinascimento. Una città che ha prodotto grandi uomini e ha richiamato nei tempi milioni di piccoli uomini a goderne la bellezza o a spalare il fango. E che tu hai fermamente voluto far diventare la città di Renzi Sindaco ( e io ero nel posto dove tu dicesti contro tutti  “io mi candido” in jeans salmone e magliettina estiva ambientalista).

Ti ho seguito (gradite e dense di informazioni le e-mail sul tuo lavoro per la città ).

Ho chiesto a personaggi vari, taxisti, cittadini comuni, venditori di fumetti e libri vari di Oltr’Arno, senza avere grandi certezze dalle variegate risposte, molte quelle di apprezzamento.

Sono venuto alle due Leopolde.

Ho sostenuto con fervore in queste Primarie ogni momento nel quale la tua diversità era fortemente unita all’unità, anche a costo di perdere.

Ti ho chiamato Lucignolo quando hai permesso quello che io considero il grande errore degli ultimi giorni, quello di disperdere il meglio di te con  i tuoi impegnati in un attacco frontale rivolto in apparenza all'”apparato burocratico” e in realtà a noi, donne e uomini che pure non abbiamo cessato di essere donatori di senso della cittadinanza, dello stato, della solidarietà e della convivenza civile.

Tu ti sei rimesso da questo con una rapidità ancora una volta sorprendente.

I tuoi sono più lenti, come è naturale.

Anche stasera mi hai fatto pensare che tu sai “ballare soltanto da solo”, e i tuoi sono stati (anche se fra qualche ora non sarà più così) spiazzati da te.

Perché loro hanno tradotto le cose in termini tradizionali: “C’è del nuovo in Italia”, e lo stesso ha fatto Bersani, ed è evidente che tu hai aperto porte e finestre sul “nuovo”, ma a differenza dei tuoi e di Bersani forse non vuoi ridurre il tuo ruolo a portatore di nuovo in una barca che non è solo questo e nella quale non sei il capitano.

Così tu hai detto, stasera: “Grazie, ma, grandi ma, magnifici ma, le famiglie ma”.

Io studio le dietrologie, ma qui non le vedo.Vedo quello che o balla da solo o niente.

Ecco, se le cose che avverranno mi smentiranno, io avrò scritto qualche sciocchezza in più, sennò sarà il meglio.

Insomma ragazzo Renzi, inventati un modo di essere protagonista senza bisogno di ballare da solo, ne abbiamo bisogno per noi e per l’Italia.

E’ facile: prendi in considerazione che noi siamo una parte dell’Italia da riformare, probabilmente, ma siamo gente per bene e siamo disponibili per il poco di futuro che ci resta, per i figli, e i nipoti nostri e degli altri.

E il fatto che abbiamo votato altrimenti non è contro te, che magari ci piacevi pure, ma è perché ancora qualche passo lo puoi fare.

Un saluto.