Primarie. La forza e la virtù del cambiamento

Domani e dopo il secondo atto delle primarie del PD.Questa volta noi scegliamo i nostri candidati al Parlamento.

Questo evento è tale che nessuno, alla lunga potrà sfuggire al semplice principio che il voto è dei singoli e nessun partito può scipparlo, pena la sparizione.
Alcuni partiti non accettano il principio, primi fra tutti quelli che la legge che vorrebbe impedirlo consegnando il potere di decidere chi và e chi no ai padroni di quei partiti l’ hanno inventata e votata imponendola a tutti.
Poi loro stessi, Lega e PDL l’ hanno definita “porcellum”, e l’ hanno fatto dichiarare a quello di loro che un porco disegnato sulla maglia lo ha esibito pubblicamente.
Altri partiti, come quello di Grillo che dicono di rifiutarla hanno fatto finta.Hanno indetto una consultazione secretata cui hanno partecipato 20 mila persone.
Non poteva essere diversamente per un partito, M5s che pur chiamando alla partecipazione tanti bravi ragazzi è proprietà giuridica di uno solo.
Noi abbiamo voluto e realizzato invece le primarie.Abbiamo scardinato la porta nel muro e chiamato alcuni milioni di persone a PARTECIPARE e DECIDERE.
Partecipare e decidere: il fondamento della comunità e della democrazia.
Questa è la principale differenza fra noi e Mario Monti: non l’EUROPEISMO, non la LEGALITA, non la SERIETA nella gestione del bilancio pubblico, non il necessario AMMODERNAMENTO dei rapporti di lavoro, non le RIFORME per un paese ingessato.
Nemmeno la necessità della PATRIMONIALE, ora che Monti si è espresso in proposito.
La scelta della PARTECIPAZIONE, del CONOSCERE PRIMA, del DECIDERE insieme sono per ora ancora la diversità principale.

Il governo Monti votato da una maggioranza spuria e sostenuto ad ogni passo dal PD, lealmente e onorevolmente ha mostrato che si può  salvare il paese, che si può in Europa essere protagonisti e non giullari, che si può governare il processo di costruzione di idee e valori comuni. Ma ha anche detto a chiare lettere che il tempo della DELEGA è finito e che per fare il vero salto di qualità che occorre all’Italia serve un popolo unito nel volerlo.Immagine