Storie di eroi neoliberisti, manager del secolo

ROBERT REICH, ministro del Presidente Clinton, nel suo libro “Supercapitalismo” ci racconta alcune storie.

Storie di grandi manager del capitalismo americano. Gente che come Marchionne dicevano che loro vivono nel dopo Cristo.

E queste storie sono piu’ efficaci per spiegare e far capire chi ha dominato il mondo negli ultimi 30 anni, quali sono stati i loro valori di riferimento e perchè l’auemto della disuguaglianza non è caduta dal cielo.

I racconti di Reich ci fanno capire la realtà del neoliberismo piu’ di qualsiasi altra analisi.

 Storia n°1: Jack Welch

“Jack Welch, il leggendario amministratore delegato della General Electric,nominato da Fortune manager del secolo ebbe la fortuna di assumere il suo ruolo nel 1981 alla vigilia del lungo rialzo di mercato.

Fece comunque la sua parte nel tagliare i costi e contribuire alla fortuna degli investitori in General Electric.

Tra il 1981 ed il 1985 licenziò un dipendente su quattro: più di 100.000 persone in tutto, guadagnandosi il soprannome di “Neutron” Jack.

Anche quando l’azienda andava bene incoraggiava i senior manager a rimpiazzare il 10% dei loro subordinati ogni anno per mantenere la GE competitiva.

“Alcuni pensano che sia crudele o brutale far fuori il 10% dei nostri dipendenti di livello più basso” scrisse. “Non è così. E’ esattamente il contrario. Quello che penso sia brutale e falsamente buono è tenere con sé delle persone che non possono crescere e prosperare nell’azienda”

Welch tagliò o ridusse al minimo tutti i costi extra della GE, INCLUSI quelli per recuperare i bifenili policlorurati (PCB) tossici che la GE aveva riversato nel fiume Hudson.

Welch fece lobbying sul congresso per AMMORBIDIRE le leggi ambientali sulla pulizia dei siti tossici e limitare i costi di bonifica di chi inquinava.

Nel 1997 gli abtanti di Pittsfield vennero a saper che il terreno intorno alle loro case, non lontano da una fabbrica della GE, era contaminato coi PCB.

Scoprirono anche che la GE era a conoscenza del problema sin dagli anni 80 ma gliela aveva tenuto nascosto.

Storia n°2: Al Dunlap

Altri manager cercarono di battere neutron Jack (il Welch nominato da Fortune manager del secolo) sul suo stesso terreno.

Nei due anni in cui fu amministratore delegato della Scott Paper, “Chainsaw” Al Dunlap licenziò 11.000 operai e dil 71% del personale della sede centrale.

Wall Street ovviamente apprezzò: le azioni dell’azienda salirono del 225%.

Quando Dunlap passò alla Sunbeam l a sua fama di duro fece salire le azioni della Sunbeam NON APPENA mise piede nell’azienda dove provvide a licenziare la metà dei 6.000 dipendenti.

Purtroppo l’assemblea degli azionisti SCOPRI’ nel 1998 che uno dei metodi di Dunlap per far tornare i conti era truccarli, una prassi che negli anni a venire i dirigenti della Enron e della WorldCom avrebbero usato ampiamente, causando quell’anno alla Sunbeam una perdita di 898 milioni didollari.

Dopo essere stato licenziato Dunlap partì per l’Australia dove tenne una serie di conferenze sulla leadership, offrendo agli australiani pillole di saggezza quali: “se volete un amico prendetevi un cane. Io ne ho due”.

MA CHE VOLETE, IL COMPITO DI WELCH ERA QUELLO DI ACCRESCERE AL MASSIMO IL VALORE DEGLI AZIONISTI, NON FARE LO STATISTA AZIENDALE.

ED E’ PER QUESTO CHE E’ STATO NOMINATO MANAGER DEL SECOLO.

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