Tra farsa e cabaret

Il peggior Santoro mai visto in televisione. Una mediocre rivisitazione del genere macchiettistico tanto cara all’idea di politica che ha B., una vergognosa messinscena finalizzata ad alzare l’audience di “Servizio Pubblico” e consentire a B. di esibirsi sull’ennesimo palcoscenico mediatico.

Lei ha violato i patti!“, ha sbottato Santoro quando l’altro era ancora immerso nella lettura della velina preparata da Bonaiuti. Quindi c’erano dei “patti”! Uno è stato svelato, ovvero non parlare dei processi. Gli altri quali erano?

Da quanto si è potuto capire i due un accordo lo hanno trovato anche sul taglio politico della trasmissione: l’attacco risoluto a Mario Monti. Non amo il “professore” e le sue politiche di indiscriminato rigore, ma la strana alleanza mi è parsa oscena, perché ha consentito a B. di svicolare sulle sue responsabilità più tragiche: quella di aver portato il nostro Paese sull’orlo del baratro, quella di essere un irresponsabile, preoccupato soltanto di salvare se stesso.

Santoro, siamo da Zelig o siamo da lei?“, ha chiesto, con il suo sorriso istrionico, B. a Santoro. Purtroppo Zelig non c’entra nulla. Purtroppo eravamo nella peggior televisione italiota, quella che oscilla tra la farsa e il cabaret.