Viaggio in Italia – Da Salerno a Reggio Calabria

Il quotidiano francese Liberation ha pubblicato nel numero del 19 febbraio 2013 un lungo servizio dedicato all’Italia prima del voto. Si tratta di una analisi approfondita della società italiana fotografata nei giorni immediatamente precedenti il voto del 24 e 25 febbraio.

La copertina del quotidiano Liberation
La copertina del quotidiano Liberation

Sovvenzioni, appropriazione indebita e lavori perenni. I 480 km che collegano Salerno a Reggio Calabria, mai terminati, sono diventati una vacca da mungere per la mafia. 

In Calabria,l’autostrada che non finisce mai

Ennesimo smottamento il 12 febbraio sulla A3, la Salerno – Reggio Calabria, tra Battipaglia e Eboli. Il tratto è stato chiuso, gli automobilisti sono costretti a deviare il percorso. La mattina stessa, una caduta di sassi ha provocato un incidente tra due macchine con due feriti. Il giorno dopo la viabilità è stata ripristinata su una corsia, l’altra è stata chiusa per mettere in sicurezza la parete rocciosa. Niente di nuovo per chi la utilizza.

Nel 2008 una frana aveva causato due morti. Questa autostrada è divenuta “il simbolo della inefficacia dello stato italiano”, così aveva commentato l’ottobre scorso il New York Times, definendola la “metafora del fallimento del Mezzogiorno”. 

Racket

Di una autostrada, la Salerno-Reggio Calabria, porta solo il nome, visto che i tratti a tre corsie  sono rari. Si direbbe una strada nazionale dove si esegue lo slalom tra “i cantieri abbandonati e carreggiate a senso unico, dove cresce la gramigna al benzene”, aveva scritto Stefano Benni ( Liberation del 1 dicembre 2007).

I cantieri fuori uso, le deviazioni multiple, i viadotti abbandonati, le curve non segnalate, i tunnel senza luci e segnati dalle infiltrazioni di umidità, l’assenza delle corsie d’emergenza. La velocità media è di 50 km orari e le code estive sono diventate leggendarie.

Inaugurata negli anni ‘60, questa porzione dell’Autostrada del Sole, avrebbe dovuto sbloccare il Mezzogiorno, collegare il sud dello Stivale e la Sicilia, al nord del paese e alle altre autostrade d’Europa. Un’infrastruttura senza pedaggio, realizzata con i fondi pubblici, tracciata lungo la costa, attraverso zone remote degli altipiani dell’Aspromonte. Quarant’anni dopo, i 480 km d’asfalto tra Salerno e Reggio Calabria, non sono ancora terminati e l’autostrada è impantanata in interminabili rifacimenti. Ma dei milioni di euro versati dall’Italia e dall’Europa per questa eterna realizzazione, hanno approfittato, di generazione in generazione, le famiglie della ‘ndrangheta. Infiltrata nei cantieri da sempre, l’organizzazione criminale esercita un racket permanente sulle imprese e sulle autorità.

Rimborsi

Dal 1980 il governo italiano aveva riconosciuto la necessità di ristrutturare la A3, che dopo otto anni dalla costruzione era già diventata obsoleta. Poi aveva lasciato perdere. Nel 1990, l’UE lo costringeva ad adattare l’autostrada alle norme europee.

La modernizzazione , ovvero l’allargamento e la costruzione della corsia d’emergenza ha preso avvio nel 1997. Da allora, secondo i calcoli del settimanale l’Espresso, i lavori sono “avanzati” al ritmo di 7 km all’anno, e non sono ancora terminati. Gli scandali si sono susseguiti. Nell’inverno 2002 – 2003, la procura antimafia ha rivelato che sui lavori interminabili della A3, ha lucrato un gruppo di famiglie della ‘ndrangheta, che si allocava il “diritto” del 3% sul totale dei finanziamenti perché la strada attraversava il territorio controllato dalle singole ‘ndrine. Nel 2009, 60 milioni di euro di beni sono stati confiscati ad un imprenditore legato alla ‘ndrangheta. Nel 2011, altri due sono stati condannati a quattro anni di prigione per estorsione alle imprese responsabili dei lavori. Nel corso degli anni, circa 6.000 persone avrebbero lavorato per un centinaio di società e di imprese infiltrate. Lo stato italiano non è stato il solo ad aver investito a fondo perduto.

Nel 2010 , il Financial Times, insieme ad un’organizzazione inglese, The Bureau of investigative journalism, hanno pubblicato  i risultati di un’inchiesta, sull’utilizzo di fondi europei stanziati per favorire lo sviluppo di regioni povere, come la Calabria. Hanno scoperto che 250 imprese, beneficiarie delle sovvenzioni, erano legate alla ‘ndrangheta.

L’OLAF, l’ufficio europeo per la lotta antifrode, avvia un’inchiesta e conferma. Nel 2011, presenta un rapporto dove esige ed ottiene il rimborso dall’Italia di 382 milioni di euro, fondi attribuiti alla regione Calabria, tra il 1994 e il 2006, per un’autostrada mai terminata.

Ad oggi 270 km su 480, sono stati rinnovati e 400 almeno sono “percorribili”. L’ultimo tratto, afferma il ministro per lo Sviluppo e le Infrastrutture Corrado Passera, dovrebbe essere finito prima della fine dell’anno. Ma chi ci crede?

 

Envoyée spéciale en Calabre ÉLIANE PATRIARCA

Traduzione The Frenchbo