Stay Human!

Stay Human. Ricordando Vittorio Arrigoni ucciso nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2011 a Gaza.

Vittorio arriva a Gerusalemme Est con la ong IPYL nel 2002. L’anno successivo a Nablus, collabora con l’organizzazione di José Bové e diventa membro dell’ong International Solidarity Movement. Si interessa della causa palestinese, schierandosi contro le politiche dello Stato di Israele verso la popolazione della Striscia di Gaza, ma critica anche l’atteggiamento di Hamas nell’amministrazione della Striscia e quella di al-Fath in Cisgiordania.

Nel 2005 viene inserito nella lista nera delle persone sgradite ad Israele. Il 26 marzo dello stesso anno, per questa ragione, è fermato in ingresso alla frontiera con la Giordania. Picchiato dai militari israeliani viene poi abbandonato in territorio giordano e soccorso da militari giordani. Dopo un’interrogazione parlamentare sulla vicenda da parte del senatore Sauro Turroni al Ministero degli Esteri italiano, lo scrittore Amos Oz spiegherà ad Arrigoni che la presenza a Gaza era a suo parere sgradita poiché avrebbe potuto testimoniare contro Israele per crimini di guerra alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia.

Nell’estate 2006 partecipa, come osservatore internazionale, alle prime elezione libere nella Repubblica Democratica del Congo, accompagnato dal sottosegretario del Ministero degli Esteri italiano Patrizia Sentinelli e col supporto logistico-finanziario del II Governo Prodi.

Nel settembre 2007 parte in missione umanitaria in Libano, e presso il campo rifugiati di Beddawi lavora all’ampliamento della clinica locale.

Dopo la prima espulsione, torna passando via mare nell’agosto 2008 a vivere a Gaza come attivista umanitario; al suo arrivo riceve la cittadinaza onoraria palestinese. Dalla Striscia, diffonde informazioni sulle condizioni dei palestinesi gazawi. Nel novembre dello stesso anno è ferito, incarcerato e espulso dall’esercito israeliano per aver difeso 15 pescatori palestinesi che cercavano di pescare nelle proprie acque territoriali. Rientra definitivamente a Gaza il 21 dicembre, a bordo della nave Dignity del movimento Free Gaza.

La sera del 14 aprile 2011 viene rapito da un gruppo terrorista dichiaratosi affiliato all’area jihadistasalafita, all’uscita dalla palestra di Gaza nella quale era solito recarsi. In un video immediatamente pubblicato su YouTube, in cui Arrigoni viene mostrato bendato e legato, i rapitori accusano l’Italia di essere uno “stato infedele” e l’attivista di essere entrato a Gaza “per diffondere la corruzione”. Viene inoltre lanciato un ultimatum, minacciando l’uccisione di Arrigoni entro il pomeriggio del giorno successivo, e chiedendo in cambio della sua liberazione la scarcerazione del leader, Hisham al-Saedni, più noto come sceicco Abu al Walid al Maqdisi, e di alcuni militanti jihadisti detenuti nelle carceri palestinesi.

Il giorno successivo, il corpo senza vita di Arrigoni viene rinvenuto dalle Brigate Ezzedin al-Qassam nel corso di un blitz in un’abitazione di Gaza; secondo le forze di sicurezza di Hamas, la morte sarebbe avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 aprile per strangolamento. L’autopsia svolta successivamente all’Istituto di medicina legale dell’Università Sapienza di Roma confermò i rilievi palestinesi. [da WikipediA]

Grazie ai Radiodervish per Stay Human, splendido brano dedicato a Vittorio.