La ballata di un disperato

Preiti

È un uomo disperato“, così lo hanno definito i magistrati.  Luigi Preiti è un disoccupato, separato e da qualche mese non riesce più a incontrare il figlio di 10 anni. Ha detto di aver fatto tutto da solo. “Sono partito sabato sera da Rosarno in treno – ha raccontato durante l’interrogatorio  – non lo sapeva nessuno“. Aveva con se una calibro 7.65, con matricola abrasa, aquistata a Genova quattro anni fa e una cinquantina di proiettili: sette li ha usati, nove li teneva nello zainetto e un’altra manciata in tasca. L’obiettivo erano i “politici” ha confessato, “perché non ci aiutano, siamo nei guai e loro non fanno nulla“.

Quando è finito l’interrogatorio pare che Preiti abbia chiesto di avvisare la famiglia. Poi ha cambiato idea: “Tanto non importa a nessuno di me“. A noi però deve importare. È già accaduto: quando viene meno la coesione sociale e la solidarietà, quando vince la solitudine e la paura, quando l’odio prevale, allora qualcuno spara! Sempre!

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