Di solo risanamento l’Italia muore

Lo spirito della DC, quella di Andreatta, ma anche quella di Andreotti, ha aleggiato nella Camera durante il discorso del neo presidente del Consiglio. Come Fanfani – che quando presiedeva governi balneari presentava programmi di almeno triennali – Enrico Letta ha scommesso sul futuro… quello del suo governo!

Priorità generiche e riforme a venire: studi sul reddito minimo, sospensione dell’IMU, contenimento dell’IVA, preoccupazione per gli esodati, interventi di agevolazione per creare lavoro, rivoluzioni a venire del sistema di finanziamento ai partiti, la “centralità” del Parlamento, una “convenzione” per le riforme costituzionali con scadenza a 18 mesi. Tante promesse nessuna certezza, a parte la cancellazione dello stipendio ai Ministri, che comunque continuano a ricevere quello di parlamentari.

Un discorso zeppo di mezze promesse, di mezze verità, di frasi ad effetto, per non dispiacere nessuno. Un discorso abile, sempre in bilico tra le diverse visioni che vagano nel suo governo. Un discorso per tirare a campare fino a che sarà possibile.

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