Io lo so che non sono solo anche quando sono solo

Ci si aspettava un governo di scopo, limitato nel tempo, con un programma credibile, finalizzato a dare risposte immediate ai cittadini, invece è nato un governo che punta ad una collaborazione quinquennale tra Pd e Pdl. Di seguito la lucidissima analisi fatta da Pippo Civati sui malumori che vagano nel PD dopo la fiducia a Letta.

disegno di Fulvio Ichestre
disegno di Fulvio Ichestre

L’ho scritto ieri, ma vale la pena di precisarlo ulteriormente. Oltre alla posizione del «sì critico» di Sandra Zampa e Sandro Gozi, ci sono altre posizioni critiche all’interno del Pd sul governo.

Si è parlato di Rosy Bindi, che è intervenuta in aula e nel dibattito che si è finalmente aperto nel gruppo del Pd. Cesare Damiano è stato molto rigoroso nell’affrontare criticamente la questione della «fiducia» (richiamandosi all’esperienza del governo Monti). Gianni Cuperlo ha chiesto che si precisassero più chiaramente tempi e obiettivi del nuovo esecutivo. Walter Tocci è stato duro in Senato, e ancora più duro di lui Corradino Mineo. Felice Casson ha dichiarato la propria contrarietà, in modi e termini molto simili ai miei. Lucrezia Ricchiuti ha fatto la stessa cosa al Senato che Davide Mattiello e il vostro affezionatissimo hanno fatto alla Camera. Mi pare che anche Massimo Mucchetti, da ultimo ma non certo per ultimo, abbia espresso più di una perplessità.

Sono molte, poi, le posizioni di chi ha votato la fiducia, esprimendo però un parere molto simile al mio. Qui di seguito trovate il documento sottoscritto da alcuni parlamentari del Pd, che dicono più o meno le stesse cose che ho avuto modo di dire anch’io, in queste ore. Diciamo che sono stati solo un po’ più ‘fiduciosi’ di me.

Questo Governo disattende il progetto del centro-sinistra che si richiamava nell’alleanza Italia bene comune che ci aveva visti protagonisti, con grande partecipazione degli italiani, alle primarie dello scorso novembre. Questo Governo allontana il Partito Democratico dal mandato che si era prefissato all’indomani del voto: dimostrare agli italiani coraggio e la nostra voglia di proporre loro un vero cambiamento.

Non possiamo però ignorare le emergenze dell’Italia richiamate ampiamente dall’appello del Presidente della Repubblica.

Consapevolmente, e non a cuor leggero, voteremo la fiducia del Governo Letta perché, prima della nostra coscienza, vengono i problemi di milioni di italiani. A questi problemi c’è bisogno di dare risposte concrete e urgentissime che solo un Governo nel pieno della sua legittimazione può dare.

La nostra fiducia oggi in Aula chiede però delle garanzie precise su quali e quanti provvedimenti indispensabili questo Governo deve affrontare. Che sia quindi questo, in modo chiaro ed esplicito, un Governo di emergenza e a tempo. Questo nostro gesto non significa aver dimenticato o voler ignorare quanto accaduto in Parlamento e all’interno del nostro stesso partito in merito alla vicenda dell’elezione del Presidente della Repubblica. Il gesto di oggi rappresenta per noi anche un contributo di valore all’integrità e al futuro dello stesso Partito Democratico.

Chiediamo pertanto al Governo Letta di mantenere l’impegno rispetto ai provvedimenti socio-economici importanti come il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, gli incentivi fiscali sull’occupazione, la modifica ai vincoli del patto di stabilita’ e il sostegno alle piccole e medie imprese che rischiano il tracollo definitivo. Chiediamo di lavorare seriamente ad una riforma dei costi della politica e della legge elettorale.

Chiediamo infine al Presidente Letta, quale esponente del Partito democratico, di continuare a lavorare al dialogo con Sinistra ecologia liberta e con il Movimento 5 stelle, proseguendo sulla strada di cambiamento che avevamo indicato all’indomani del voto.

Scaduto il tempo della contingenza necessaria si torni al voto, con una nuova, giusta ed efficiente legge elettorale, per restituire agli Italiani il diritto di scelta e partecipazione.

Le deputate e i deputati Sabrina Capozzolo, Antonio Decaro, Paolo Gandolfi, Luca Pastorino e Alessia Rotta.

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