Al mio amico PIPPO CIVATI

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Vorrei dire a Pippo Civati che sta sbagliando, secondo me.

Lo sbaglio assoluto è quello di considerare gli errori del gruppo dirigente del PD come errori degli iscritti al PD o dei votanti alle primarie per Bersani.
Questa visione sottintende una malefica volontà dell’apparato che usando iscritti e votanti fa quello che vuole.
Così gli iscritti al PD diventano oggetti, non persone che SCELGONO ogni giorno.
Un assunto fasullo da cui nascono poi i faccio come mi pare, me ne vado, non me ne vado ma provatemi che…. e così via…..
Io parlo per me, ma sappi Pippo che decido con la mia testa, sempre. E conosco tanti compagni che fanno uguale.
Siccome la responsabilità il gruppo dirigente che ha perso se l’è presa, dimettendosi, o ti proponi come il nuovo che risolve o ciccia.
Si può anche pensare che chi sia iscritto al PD sia un colpevole alla pari, ma un iscritto al PD può pure decidere di mandare a quel paese chi lo dice: o no?
E poi, anzi SOPRATTUTTO: cosa è Grillo ? Cosa è M5S ? Un movimento di sinistra ?
No, non lo è.
Anzi, l’errore principale del gruppo dirigente è proprio stato questo. L’illusione (aiutata della elezione di Grasso) che Grillo permettesse un’alleanza di qualche genere con il PD mentre il PD è il nemico principale di Grillo, in quanto suo unico vero ostacolo a qualcosa che assomiglia al potere.
Non si tratta dell’insediamento sociale e politico degli elettori di Grillo, di sinistra, destra, leghisti e altri vari, ma del collante UNIVOCO: “mai a destra, mai al centro mai con, sempre contro, e soprattutto mai con il centrosinistra “.
Un assunto sostenuto dai fatti dei quali presto farò un puntuale resoconto.
Un’altra scelta sarebbe la fine del grillismo.
E poi il pomeriggio dell’elezione di Napolitano, la chiamata alla piazza contro il Parlamento che votava nel nome di Ro-Do-Tà issato sui cartelle dei manifestanti che solo a un certo punto si è smarcato, e non fino in fondo per me è indimenticabile.
E adesso lo yo-yo del vado da un’altra parte, no, non ci vado ma….
Un giorno che ti dicevo la mia ammirazione per il fatto che l’allora candidato alla provincia di Milano andasse per le strade col megafono tu con la tua abituale  e per fortuna conservata leggerezza e classe mi informasti che non eri tanto “penatiano”, e io ti risposi che neanche io, ma questo non mi impediva di vedere la forza dell’azione dell’individuo, finì con un sorriso reciproco nella federazione.

Spero finisca così anche stavolta.

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