Giulio Andreotti non c’è più

Giulio Andreotti non c’è più! Se n’è andato così come ha sempre vissuto: in silenzio. Il silenzio del potere, il silenzio di chi conosce, ma tace, il silenzio di chi decide senza mai condividere la responsabilità delle scelte fatte.

Raccontano che Alcide De Gasperi lo conobbe nella Biblioteca Vaticana, dove aveva un modesto impiego di bibliotecario. Andreotti studiava allora Diritto ed era già presidente della FUCI. Grazie a De Gasperi entrò nella Consulta nazionale e successivamente venne eletto, era il 1946, all’Assemblea Costituente. Da allora non si è più fermato! “Si sa, la politica è una specie di macchina nella quale se uno entra non può più uscirne“.

Mi sono chiesto spesso cosa sarebbe stata l’Italia senza Andreotti e sono giunto alla conclusione che poco o niente sarebbe cambiato. Probabilmente “altri” si sarebbero divisi, più o meno equamente, le responsabilità che il Divo Giulio ha concentrato su stesso.

Sì, Andreotti è stato solo “una” maschera del Potere (quello che logora chi non ce l’ha), un volto dello smisurato dominio dello Stato sui cittadini, soprattutto quelli dissenzienti, quelli che non hanno voluto accettarne la disumanità. Il caso (l’incontro in biblioteca con De Gasperi) ha voluto che la normalità del male avesse l’aspetto di un uomo banale.

Annunci