Un partito nuovo?

bettiniUn nuovo partito di “sinistra”, questa è la proposta di Goffredo Bettini ai disorientati “compagni” di viaggio del PD. Insomma l’ideologo del Partito Democratico, l’uomo che insieme a Veltroni ha gettato le basi teoriche della formazione politica collassata nei giorni del “Romanzo Quirinale”, ha smesso di credere nel futuro della “sua” creatura, ancora adolescente.

Se restiamo chiusi in quel recinto non andiamo da nessuna parte. La mia idea è che si debba creare un nuovo soggetto politico di tutta la sinistra e di tutti i moderati che guardano a sinistra. Non solo una semplice sommatoria tra Pd e Sel, ma molto di più”.

Una casa comune e non un albergo dove alloggiare provvisoriamente o dove nascondersi (ogni riferimento ai 101 non è casuale). Lui ha anche pensato al nome: la nuova formazione dovrebbe chiamarsi Il Campo, proprio per trasmettere, agli elettori sconfortati e delusi, l’idea di una cosa nuova e aperta. Addirittura lui stesso potrebbe candidarsi alla segreteria.

È una ipotesi possibile, non escludo una mia candidatura. Ovviamente a condizione che si cancellino tutte le correnti che attualmente governano il Pd, che si superino le vecchie logiche sclerotizzate e che si costruiscano le decisioni attraverso la consultazione democratica degli iscritti e primarie tematiche”.

A Goffredo, che conosco bene, che ammiro per le splendide intuizioni “regalate” alla sinistra italiana, dico con rispetto che il tempo dei pensatori solitari capaci di intuire prima e meglio degli altri è finita, perché è finita l’epoca dell’intellettuale organico. Già da un po’ gli intellettuali, con le loro intuizioni, sono diffusi (nella rete, ma anche ovunque ci sia la possibilità di un confronto autentico, di una condivisione continua).

Le idee si muovono rapidamente nell’aria e nella rete, si accrescono e modificano con il contributo di tanti, talvolta esplodono in cambiamento, talvolta svaniscono così come sono apparse.

L’idea del partito nuovo vaga già da tempo nei social e altrove, ha ammiratori ferventi e detrattori. Così come quella della casa comune della sinistra. Affinché le idee non nascano vecchie c’è bisogno di ascoltare l’intellettuale diffuso nei mille mondi che convergono attorno all’esigenza di cambiare radicalmente il fare politica da sinistra. Primarie tematiche e consultazione continua degli iscritti, sono segni del buonsenso che ha sempre caratterizzato Goffredo, ma il dibattito è già andato oltre e quelle intuizioni odorano di stantio.

Il problema vero è quello di declinare il nucleo teorico di una sinistra moderna, quali i suoi valori, quali i suoi obiettivi. Più che di un nuovo partito abbiamo bisogno di nuove speranze e di un nuovo futuro.

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