Preferirei di no…

CARTE_SEGRETE_Goffredo_Bettini_cover-196x300Scrive Goffredo Bettini su Carte Segrete: “La candidatura di Marino oggi unifica tutti e determina un decisivo passo in avanti. Però quello che è successo nel PD dopo la vittoria della destra ha lasciato perplesso anche me. In questi anni di Alemanno a Roma non ricordo una relazione, un documento, un saggio con un’analisi di peso, prodotti dal PD o dalla sinistra (…) le nostre proposte hanno mancato di robustezza culturale e politica“.

Io penso che il gruppo dirigente del PD (con poche eccezioni) sia “andato”, ovvero si è rottamato da solo con gli errori drammatici fatti negli ultimi 6 mesi (ma anche prima non stava troppo bene). Una campagna elettorale fatta sperando nella rendita di posizione, la strizzatina d’occhio all’inesistente (elettoralmente parlando) “centro” di Monti e Casini, l’incapacità di riconoscere la sconfitta alle elezioni politiche andando avanti come se niente fosse, l’incapacità di capire che sarebbe bastato fare un passo di lato per costruire una alleanza diversa da quella con il Pdl, il cambio di linea politica con un tradimento (quello dei 101 nei giorni del Romanzo Quirinale) invece che con un confronto alla luce del sole.

Ma non basta! “Emergono nel gruppo dirigente del PD e tra gli eletti troppe vicende di individui che hanno fatto del far politica un mestiere, o peggio un’occasione per godere di privilegi. Si scoprono storie di cooptazioni motivate da dimostrazioni di fedeltà e di servaggio. Si scopre un’inconcludente sensibilità per la politica, una spaventosa incapacità di ascolto e di elaborazione. Piccole storie ignobili di carriere guidate“. [da Preferirei di no. La rivendicazione della politica, di Igor Patruno]

Io penso che ci sia stata pochissima selezione di personale politico e che gran parte dei quadri intermedi e degli eletti abbiano una sensibilità politica pari a zero, una preparazione inesistente, un carisma decisamente scarso e soprattutto non sanno cosa sia la passione, il sacrificio, l’impegno… si tratta di rampanti cooptati dalla generazione allo sbando!

Detto questo però penso che solo se c’è il PD (un nuovo PD) si può tentare di avviare una elaborazione dell’esserci a sinistra in una Italia irta di contraddizioni e di lacerazioni… Il tessuto sociale del Paese si è completamente sfilacciato. Esistono tante “italie” diverse, spesso incapaci di comunicare tra loro, mentre sono venuti meno i valori storici della sinistra, primo tra tutti la solidarietà. Gli italiani sembrano “smemorati” incapaci di elaborare la loro storia recente, e anche quella meno recente… in questo paese si dimentica tutto dopo qualche anno, talvolta dopo qualche mese…

Tuttavia esistono molte “sacche di resistenza” e io credo che occorra ripartire da là. Credo che prima di ogni altra cosa dobbiamo declinare il nucleo teorico di una sinistra moderna, quali i suoi valori, quali i suoi obiettivi, ecc. Occorre formulare un pensiero condiviso che ridia alla sinistra l’identità perduta. Che significato ha oggi essere di sinistra? Qual’è il senso di questa parola? Quale futuro abbiamo in mente per il nostro Paese e anche “oltre”? Ecco io credo che sia indispensabile lavorare insieme su queste domande… e trovare insieme delle risposte.

Igor Patruno, ha attivato una pagina facebook per discutere di questi temi.

 

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