A che serve negare l’evidenza?

Il ragionamento di Pierluigi Bersani a Ballarò non mi è piaciuto.

La linearità del nostro atteggiamento politico ha pagato, ha detto l’ex segretario riferendosi al risultato delle elezioni amministrative.

Ma quale linearità? È evidente a tutti esattamente il contrario. La linearità avrebbe dovuto portare a riconoscere il fallimento dell’atteggiamento politico del Pd subito dopo il risultato elettorale di febbraio. Si è addossata la responsabilità della “non vittoria” alla legge elettorale, negando l’evidenza: il Porcellum c’entra, ma al Pd è soprattutto mancata la “fiducia” di tanti cittadini che hanno votato altrove, ovvero per il M5S.

Non è finita. Dopo una campagna, scandita da tragici errori tattici (ricordate l’annuncio di una alleanza post voto con Monti? Ricordate l’apparato sulla terrazza del Nazzareno danzare e cantare la smacchiatura imminente? ), costruita su una nebulosa prospettiva di cambiamento, si è puntato tutto sul tentativo di formare un improbabile governo (se c’era una speranza di coinvolgere il M5S non avrebbe certo potuto essere Bersani a coglierla) e si è arrivati ai giorni dell’elezione del capo dello Stato senza un candidato condiviso, sostenendo che eleggere il Presidente della Repubblica era altra cosa dallo stabilire una alleanza (ad esempio con il Pdl) per il governo del Paese. Sappiamo tutti come è andata a finire!

Il risultato del Pd alle amministrative di maggio è stato meno peggio di quello ottenuto dagli altri e non certo per la linearità della sua linea politica, perché se gli elettori avessero dovuto votare in base a quella il Pd sarebbe sceso al minimo storico.

Alle amministrative qualche peso lo ha avuto la credibilità dei candidati. Poi ha contato il riflusso nei confronti del M5S. Nonostante Grillo continui a sbraitare, sostenendo di essere l’unico vincitore (maledicendo però tutti quelli che non l’hanno votato) è sotto gli occhi di tutti la batosta presa dal movimento. Infine un ruolo determinante lo ha giocato l’astensione che questa volta ha colpito di più, oltre al M5S, il Pdl ed i suoi satelliti.

A me ciò che preoccupa è la miopia. Quando non vedi vai a sbattere! È inevitabile.

Le strane “alleanze tattiche”, stabilite dopo le dimissioni di Pierluigi Bersani, sembrano motivate da un unico scopo: negare l’evidenza.

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