Il comico, il giurista e le elezioni (perse)

Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere il giudizio lapidario espresso da Beppe Grillo nei confronti di Stefano Rodotà. “Un ottuagenario miracolato dalla Rete e sbrinato di fresco“. Il tutto per una pacata intervista nella quale il giurista si permetteva di annotare che “La rete da sola non basta. (…) che non funziona nello stesso modo in una realtà locale o su scala nazionale. Puoi lanciare un attacco frontale, ma funziona solo se parli al Paese. In queste elezioni hanno perso i due grandi comunicatori: Grillo e Berlusconi“.

Forse pentito dal clamore negativo sollevato dalla sparata, il comico genovese l’ha buttata sul personale: “C’è poi un piccolo aspetto umano, certo in politica non c’è riconoscenza, né me la aspetto. Ma se il professor Rodotà aveva delle critiche da farmi forse poteva alzare il telefono, lo avrei ascoltato. Invece ha scelto il Corriere della Sera per una critica a tutto campo a pagina intera subito dopo le elezioni amministrative“.

Gran parte dei media, fuorviati dal brusio di fondo, hanno identificato nelle “critiche” alla rete il motivo scatenante. Altri hanno tirato in ballo la mancanza di tatto di Rodotà che avrebbe dovuto prima di rilasciare l’intervista, alzare il telefono.

Ma i motivi veri di una reazione tanto eccessiva sono altri.

Il primo è in una frase dell’intervista: “In queste elezioni hanno perso i due grandi comunicatori: Grillo e Berlusconi”. Il termine “perso” deve aver fatto andare su tutte le furie il duo Grillo – Casaleggio, proprio nel momento in cui si stavano preparando a negare l’evidenza con una campagna di comunicazione incentrata sul confronto con il dato delle amministrative del 2008. Ovvero: “rispetto al 2008 i Pd e Pdl hanno perso centinaia di migliaia di voti, invece il movimento ne ha guadagnati centinaia di migliaia”. Insomma la consolazione del ragioniere.

Il secondo motivo (forse il più importante) sta tutto nell’attività aggregante che Rodotà sta conducendo. Quell’area, ancora informe almeno nella fisionomia politica, che va dallo stesso Stefano Rodotà a Salvatore Settis, passando per Gustavo Zagrebelsky, Maurizio Landini e altri, un’area che coinvolge alcuni esponenti di SEL, ma anche qualche parlamentare “critico” del M5S, è considerato da Grillo&Co. una vera spina nel fianco del “suo” movimento. Quindi meglio prendere le distanze per tempo, così almeno si limiteranno i danni.

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