La diaspora, le correnti e il signor B.

La novità della giornata politica è l’inizio della diaspora nel M5S: i deputati Vincenza Labriola e Alessandro Furnari sono a tutti gli effetti fuori dal Movimento. Amici grillini mi dicono che l’aria dentro i gruppi parlamentari da pesante è divenuta mefitica. Ma anche fuori per gli adepti del comico non va molto meglio! Il 46% degli elettori cinque stelle non è più disposto a votarli . Altri 4 o 5 parlamentari sono pronti a lasciare. Potrebbe essere solo l’inizio di un processo di disgregazione dalle dimensioni ben più vaste.

L’altra novità è legata ad una dichiarazione di Nicola Zingaretti. Un duro attacco al correntismo interno al Pd. Non deve essergli piaciuta la nuova segreteria nazionale, composta sulla base di una versione aggiornata in peggio del manuale Cencelli. Le considerazioni del governatore del Lazio mi fanno davvero piacere, anche se mi chiedo dove fosse mentre nel partito romano poltrone e poteri si spartivano in base all’appartenenza a quella o a quell’altra componente.

Infine c’è il signor B. all’attacco della Merkel, tanto per far credere al suo pubblico di essere lui a dettare l’agenda a Letta. Nessuna meraviglia. B. in fondo, quando non è al governo, è sempre in campagna elettorale (fatti salvi i sacri riposini tra Villa San Martino e Villa Certosa).

Mentre l’accomodamento resta l’atteggiamento prevalente della politica, altrove un’Italia sempre più sconcertata e desolata s’interroga sull’incerto futuro.

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