Per rinascere il Pd ha bisogno di spalancare tutte le porte!

disegno di Copi
disegno di Copi

Ha scritto Fabrizio Barca: “Io penso che il Pd debba rinascere e per farlo ha bisogno di ritrovare il senso che dovrebbe avere un Partito politico moderno, magari di sinistra. In poche parole, deve rimettere al centro una strategia che ridefinisca la sua identità“.

Il primo passaggio per la rinascita sarà il congresso (almeno così dovrebbe essere). Qualcuno ha già iniziato a portarsi avanti con il lavoro girando per l’Italia (lo stesso Frabrizio Barca, ma anche Pippo Civati e altri), partecipando a incontri pubblici, a dibattiti nei circoli. Qualcun’altro sta invece portando avanti un diverso tipo di dibattito, quello sulle regole.

Ieri sera a “Otto e mezzo” (La7) Pierluigi Bersani ha detto la sua. L’ex segretario propone un congresso a “tesi”, da svolgersi in due fasi: nella prima i circoli dovranno discutere (le tesi?), proporre e quindi eleggere i dirigenti locali, nella seconda scenderanno in campo i candidati alla segreteria nazionale, spiegheranno cosa hanno in mente e quindi saranno votati. Su un aspetto però è stato categorico (anche se ha precisato che si rimetterà alle scelte collettive): dovranno votare solo gli iscritti al Pd!

C’è un concetto molto caro a Bersani: “Un partito e’ un soggetto politico, non un semplice spazio politico”, un concetto che condivido!

Il Pd è al momento soprattutto uno “spazio”, per trasformarsi in “soggetto” ha bisogno di quella strategia identitaria di cui parla Fabrizio Barca.

Non si può definire l’identità di un partito ponendo limiti regolamentari, imponendo una partecipazione controllata piuttosto che diffusa, articolando micidiali tatticismi, preservando ad ogni costo una forma antistorica, preoccupandosi di salvaguardare il destino di pochi dirigenti piuttosto che il futuro della sinistra in Italia.

Comprendo le preoccupazioni di Pierluigi Bersani per un partito lacerato da mille diverse posizioni (diciotto componenti), per un partito che non è riuscito a trasformarsi in un soggetto politico con una identità riconoscibile, ma la soluzione di chiudersi all’interno di uno steccato è sbagliata, oltre che pericolosa.

Per spazzare via la visione autoreferenziale, per spezzare il dominio dei signori delle tessere,  per rendere inutile il potere dei gruppi e dei gruppetti, insomma per rinascere  il Pd ha bisogno di spalancare tutte le porte!

 

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