Brunetta e la cabina di regia

A Renato Brunetta la cabina di regia piace davvero tanto, ultimamente non parla d’altro. Chissà forse da “piccolo” sognava di fare il regista, oppure quando giocava gli altri bambini non se lo filavano più di tanto ed ora, per rivalsa, vuole dirigere lui il gioco. Quando se la prende con qualcuno dice: “Mi dispiace, non sta nella cabina di regia! Non può decidere niente. Solo chi sta nella cabina di regia decide“, e sorride sardonico.

Brunetta, proprio nella cabina di regia, ha proposto di individuare una porzione di beni patrimoniali e di “diritti” dello Stato, il cui valore complessivo dovrebbe essere di 215 – 235 miliardi al fine di cederli ad una società di diritto privato, con dentro banche, assicurazioni, fondazioni finanziarie e altri, creata ad hoc. Dopo il “riempimento” la società  dovrebbe emettere obbligazioni a 15 – 20 anni garantite proprio dai suddetti beni. L’introito delle obbligazioni verrebbe incamerato dallo Stato ed andrebbe a diminuire il mostruoso debito pubblico italiano. Dove sta il trucco? Semplice: poiché si tratta di obbligazioni emesse da un soggetto privato le medesime non entrerebbero nel computo del debito pubblico e nel bilancio risulterebbero solo incassi.
Fin qui nulla di nuovo, una mera operazione di “finanza creativa” per mascherare un aumento del debito.

Non è finita! Nei 15 – 20 anni di vita del prestito obbligazionario la società creata ad hoc fra banche, assicurazioni e finanza varia, dovrà procedere alla “valorizzazione” dei beni patrimoniali ricevuti dallo Stato. Come? Viene da chiedersi. Ridanno una verniciata agli immobili? Li cedono a un pool di palazzinari per trasformarli in palazzine a schiera? Li affittano allo Stato (è già accaduto e continua ad accadere) a prezzi esorbitanti? Al momento non è chiaro. Ma soprattutto non è chiaro con quali risorse (sì perché la valorizzazione avrà sicuramente un costo) opererà la società concessionaria dei beni?
Ma andiamo avanti! Alla fine del prestito obbligazionario “camuffato” (ma anche prima) i soggetti che nel frattempo hanno opzionato i beni potranno acquistarli! La vendita andrà a coprire il rimborso delle obbligazioni. Geniale!
Intanto non è detto che tutti i lotti andranno tutti venduti, è una ipotesi teorica. Probabilmente andranno venduti i “gioielli” mentre il resto (vedi caserme dismesse) resterà là.
Ve l’immaginate quanti piccoli imbrogli saranno consumati in 20 anni per “valorizzare”, per “ristrutturare”, per “accaparrarsi i lotti migliori”?
E sapete qual’è il vero rischio? Che i beni patrimoniali e i “diritti” dello Stato restino bloccati per i prossimi venti anni senza che nulla ne garantisca una futura vendita e che alla fine il costo reale dell’impresa superi gli utili.

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