L’uomo solo sul palco

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Matteo Renzi conosce bene le tecniche di comunicazione e di marketing politico e ne controlla agevolmente l’uso. Non può essere casuale, quindi, la scelta di avviare la corsa alla segreteria del Pd scegliendo l’immagine dell’uomo solo sul palco.

Matteo Renzi ha diverse capacità, tra queste la versatilità che gli permette di adattarsi ai contesti più diversi. Sostenere che la scelta dell’uomo solo sul palco è dettata dal timore del contraddittorio è sbagliato, addirittura fuorviante.

Il percorso congressuale del sindaco di Firenze si fonda su un concetto diametralmente opposto a quello utilizzato da Pierluigi Bersani nel corso del suo mandato. L’ex segretario del Pd ribadiva in continuazione di essere parte di un gruppo, il segretario in pectore (i sondaggi lo danno al 64%) punta tutto sul leader solitario.

C’è da dire che il gruppo esaltato da Bersani non era poi così coeso. Quanto accaduto nei giorni dell’elezione del Presidente della Repubblica ne ha rivelato tutta la fragilità. In questo senso la scelta dell’uomo solo sul palco non è motivata dall’esaltazione del leaderismo tout court, sarebbe riduttivo pensarlo.

Nell’universo dei valori renziani resta prevalente la semplificazione, basta guardare gli slogan scelti. L’uomo solo è, nella percezione collettiva, l’immagine più immediata della distanza del candidato dalle “correnti” che nel Pd prevalgono sul gruppo. È la conseguente evoluzione del rottamatore.

Non mi è mai piaciuto lo stile di un uomo solo con i riflettori puntati addosso, che passeggia sul palco con il microfono in mano. Mi pare di averlo già visto in questi anni“.  La critica, espressa da Massimo D’Alema, se pure comprensibile dal punto di vista culturale, è un boomerang perché finisce per alimentare la percezione dell’uomo che si contrappone al correntismo, che persegue il sogno di un partito completamente rinnovato.

Matteo Renzi pone – a suo modo – una serie di problemi ai quali la sinistra deve saper dare delle risposte. Personalmente non condivido la semplificazione contenuta nelle risposte del sindaco di Firenze, ma penso che liquidarle con qualche battuta sia assolutamente controproducente.

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