Per Pasolini

Trentotto anni fa, nella notte del 2 novembre, all’idroscalo di Ostia, veniva ammazzato Pier Paolo Pasolini.

Della morte di Pier Paolo, impegnato in quei giorni nella stesura di Petrolio, dove raccontava le vite parallele di Eugenio Cefis ed Enrico Mattei, si è scritto molto, ma la verità è ancora avvolta nell’oscurità.

Di certo c’è che lui – molto prima di altri – aveva raccontato l’inferno della notte repubblicana e la mutazione antropologica degli italiani alla quale sarebbe poi seguita la “morte della politica”. Di certo c’è che Pasolini era un poeta scomodo.

Ascoltate l’appassionata orazione funebre di Alberto Moravia per Pasolini:

Abbiamo perso soprattutto un poeta e di poeti ne nascono soltanto tre o quattro in un secolo“.

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