Tertium non datur

Ieri alla commissione Affari Costituzionali del Senato è stato bocciato l’ordine del giorno presentato da Pd, Scelta civica e Sel che proponeva il doppio turno di coalizione, sostanzialmente una modifica del Porcellum. Ora è stallo.

Lo stallo mi preoccupa, ma il doppio turno di coalizione a me non piaceva affatto. L’ordine del giorno bocciato prevedeva una modifica parziale del Porcellum introducendo la soglia del 40% per il premio di maggioranza e l’eventule ballottaggio tra coalizioni se quella soglia non fosse stata raggiunta. Il tutto avrebbe lasciato invariato l’aspetto più insopportabile del Porcellum, ovvero la mancanza di un legame tra l’eletto e il territorio.

Al momento resta in piedi l’altra opzione, ovvero il ritorno “secco” al Mattarellum. Il voto in commissione è stato rinviato al 20 novembre.

Nel frattempo Matteo Renzi ha annunciato con un tweet una sua proposta per evitare il proporzionale. Dovrebbe arrivare prima di mercoledì 20, comunque prima delle primarie dell’8 dicembre.

matteoDopo la bocciatura si è riaccesa la “vecchia ruggine” tra Roberto Giachetti e Anna Finocchiaro. Giachetti, arrivato al trentasettesimo giorno di sciopero della fame contro il Porcellum, ha attaccato la presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato:

Si sono buttati altri 3 mesi. Tutti sanno che alla camera vi sarebbero state le condizioni politiche e numeriche per approvare una legge elettorale che avrebbe potuto anticipare e, magari evitare, la decisione della consulta e persino far pronunciare il senato non sulla base di chiacchiere e pillole, ma su un testo articolato.

Nonostante l’annuncio di Matteo Renzi, Giachetti ha comunque deciso di continuare lo sciopero della fame.

giachetti

Giù duro c’è andato anche Pippo Civati sul suo blog:

Se davvero le “larghe intese” non dovessero produrre una nuova legge elettorale capace di restituire ai cittadini il (pieno) diritto di voto e la scelta dei parlamentari, se ne dimostrerebbe definitivamente l’inutilità.

Nessuno sembra volerlo notare, ma il governo frutto di un accordo innaturale (per non dire abnorme) tra la destra cialtrona e la sinistra incerta avrebbe dovuto fare come prima e forse unica decisiva cosa la nuova legge elettorale.

In aula abbiamo colpevolmente bocciato la mozione Giachetti, da due anni Quagliariello e Violante si cimentano su bozze più o meno complesse (dall’ungherese allo spagnolo rivisto fino al Violantum), per non parlare del fatto che le precedenti larghe intese con Monti e gli stessi protagonisti delle intese di oggi hanno già fallito: questo è lo schema in cui ci muoviamo.

Tornare al Mattarellum, in questo disastro, sarebbe la cosa più semplice. E più seria. E necessaria, a proposito di necessità.

Insomma, la “commedia” continua. Se non ci sarà un cambio di passo torneremo a votare con il Porcellum, che com’è noto, non dispiace a Berlusconi, piace a Grillo e anche a qualche anima persa del Pd.

Annunci