Prodi: “l’Italia nei mesi scorsi ha fatto scelte economiche sbagliate”

Ieri a Piazza Pulita Prodi, intervistato da Antonino Monteleone, aveva auspicato che Italia, Spagna e Francia si uniscano per contare di più in Europa, ma aveva anche aggiunto che sarà difficile perché la “politica” dei tre stati spinge verso un atteggiamento contrario, ovvero spinge a far sì che ognuno dei tre stati utilizzi una propria “ricetta” anti crisi, condizionata dagli equilibri interni.

Oggi le parole di Olli Rehn, commissario europeo per gli Affari economici e monetari hanno fatto calare il gelo sul Governo italiano.

L’Italia deve rispettare un certo ritmo di riduzione del debito, e non lo sta facendo. Per farlo, lo sforzo di aggiustamento strutturale avrebbe dovuto essere pari a mezzo punto del Pil e invece è solo dello 0,1% (…) Per questo motivo l’Italia non ha margini di manovra e non potrà invocare la clausola di flessibilità.

Poi è arrivato il commento di Romano Prodi:

Quella del Commissario è una dichiarazione severa, vorrei che la usasse anche per altri Paesi nella stessa situazione dell’Itala o peggio. Però le parole di Olli Rehn hanno dei fondamenti di verità, non abbiamo fatto cose per cui ci eravamo impegnati.

Per Prodi l’Italia nei mesi scorsi ha fatto scelte economiche sbagliate ed ha disatteso gli indirizzi europei

Fu Rehn a suggerire di spostare la tassazione verso cose non produttive, come i beni immobili. Invece qui si è tolta l’Imu sulla casa, dopo che si era promesso solennemente di seguire le indicazioni dell’Europa.

Difficile dare torto a Romano Prodi. La rinuncia ai 5 miliardi ricavati dall’Imu è stato un regalo alla destra cialtrona e a B., che ne aveva fatto il cavallo di battaglia durante la campagna elettorale.

Ma c’è un altro aspetto che non si può non sottolineare. Mentre Napolitano continua a fotografare la situazione dal suo punto di vista:

Da un lato possiamo essere soddisfatti e orgogliosi dello sforzo fatto per risanare la finanza pubblica, dall’altro questo rapporto è influenzato fatalmente dalla mancata crescita e dalla recessione che perdura.

E ad affidarsi ad una non meglio precisata Provvidenza:

Ci auguriamo che possa essere doppiato il capo che ci porti dalla fase di recessione a quella della ripresa

Romano Prodi sembra più vicino a chi (Matteo Renzi, ma soprattutto Pippo Civati) non mostra troppo entusiasmo per le scelte fatte nelle “larghe intese”, ora diventate “intese ristrette”.

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