Prodi: “Questa Europa non mi piace”

Come aveva annunciato nei giorni scorsi, Romano Prodi, ieri alle 15, è arrivato al seggio del Circolo Galvani, nel centro di Bologna, e ha votato. Non sottovalutate il ripensamento del professore. Le indiscrezioni dicono che abbia barrato il nome di Pippo Civati, ma non è nella “preferenza” data il senso della sua partecipazione. Se pure avesse votato per Matteo Renzi, o per Gianni Cuperlo (evenienza quest’ultima alquanto improbabile), o avesse semplicemente annullato la scheda,

Il “ritorno” di Prodi, rispetto alla precedente scelta di non partecipare, è un atto politico.Non credo che il professore mediti un rientro nel Grande Gioco del Quirinale, almeno non nell’immediato e credo sia sincero quando afferma la necessità del ricambio generazione:

Occorre lasciare spazio alle nuove generazioni e i cosiddetti padri nobili ad un certo punto devono mettersi da parte, non devono rompere le scatole. E’ un passaggio difficile, ma assolutamente indispensabile.

L’ha ribadito questa mattina a Mix 24, il programma di Gianni Minoli su Radio 24. Una lunga intervista nella quale non si è limitato a parlare di #PrimariePD, ma ha affrontato un ragionamento a “tutto campo”. Ha toccato il tema delle privatizzazioni. Tema molto caldo.

Oggi non rifarei le privatizzazioni come le ho fatte. L’esperienza ci insegna che bisogna farle con calma. Quando si fanno di fretta e presi per il collo, non si fanno mai delle belle privatizzazioni. Privatizzazioni vuol dire certamente che lo Stato recupera dei soldi, ma bisogna preparare un strategia per il futuro. Se si fanno in fretta non si raggiunge nessuno degli obiettivi.

Insomma Enrico Letta è avvertito. L’idea di alienare partecipazioni importanti dello Stato con l’incubo di pareggiare i “conti” non piace per niente a Romano Prodi. E, se dobbiamo prendere alla lettera quanto hanno affermato durante la campagna per le primarie, nemmeno a Matteo Renzi e a Pippo Civati.

Poi è passato a parlare dell’Europa:

Questa Europa non mi piace. L’Europa è una grandissima cosa, e quindi dobbiamo sostenerla. Ma dobbiamo cambiarla, perché la Germania in questo momento ha la forza superiore a tutti, e non si rende conto della responsabilità che deve assumersi per la forza che ha. Non si assume le sue responsabilità.

E battere i pugni (un’altra citazione di Enrico Letta) non basta.

Battere i pugni è un’espressione che non mi piace, i pugni non si battono mai, sennò si rompono le mani. Si trovano alleati per battere i pugni. Francia e Spagna hanno i nostri stessi problemi, anche se fanno finta di non averli, soprattutto la Francia. Per salvare la situazione bisogna avere pazienza e costruire una seria alleanza.

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