La crisi è una modalità di governo

Io sono d’accordo con il sociologo Luciano Gallino quando afferma che “la crisi è una modalità di governo”.
Nella crisi si sono sperimentate speciali tecniche di governo della condotta di masse di persone. Per il sociologo torinese la crisi è ”un gigantesco e
almeno finora riuscito esperimento di controllo globale per mezzo del mercato”.
Per ottenere questo controllo globale e impedire rivolte radicali contro un processo che ha reso stratosferica la disuguaglianza sociale ed ha colpito
fortemente diritti sociali prima dati per scontati, sono state usate narrazioni che, in tempi diversi, hanno consentito la riuscita della operazione (che è una operazione politico culturale, egemonica, a dimostrazione che i vincitori hanno letto ed applicato Antonio Gramsci piu’ della sinistra).
E sostanzialmente i racconti messi in scena dai media, dai governi, dai think thank che forniscono loro gli argomenti insieme ad un buon numero di accademici, ci dicono chela crisi è un fenomeno naturale e che i veri colpevoli sono le stesse vittime coloro “che in realtà hanno sopportato i maggiori costi sociali ed umani della crisi senza averne alcuna responsabilità”.

Dagli “influencer” al soldo dei poteri politico-finanziari (giornalisti, editorialisti, blogger, think thank, opinion maker televisivi, professori universitari, etc- etc) la crisi è stata narrata nella prima fase, 2008-2009, “come un disastro naturale, massiccio ed inaspettato. L’espressione “tsunami finanziario” ha fatto il giro del mondo.
Economisti e commentatori economici si sono spesso riferiti ad essa come un terremoto.
Ampio corso hanno avuto i paragoni con catastrofiche eruzioni vulcaniche. Usato di frequente anche il termine ciclone”.

Era necessario dipingere la crisi come fenomeno naturale, e far dilagare a livello di massa questa interpretazione, perchè bisognava “respingere al fondo della scena pubblica se non anzi rimuovere totalmente, la necessità urgente di procedere ad una spiegazione strutturale delle sue cause”.
A tal fine sono state usate poi anche altre sotto narrazioni quali quella dei banchieri truffaldini, come Madoff, “che di certo sono esistiti ed esistono ma hanno avuto in realtà un ruolo marginale rispetto alla struttura globale del sistema finanziario”.

Dal 2010 la narrazione cambia.
L’obiettivo adesso è quello di diffondere tra i cittadini occidentali un enorme senso di colpa. E le motivazioni di questo nuovo racconto vengono così raccontate da Luciano Gallino:

Nella UE non meno che negli USA, i bilanci pubblici erano stati semi svuotati nel biennio precedente dalle spese e dagli impegni di spesa assunti per fornire un sostegno considerato indispensabile agli enti finanziari. Ricordiamo che il totale di tali spese ed impegni ha toccato i 4,6 trilioni di euro.
A causa di tali spese il debito pubblico totale della UE è salito in media di venti punti in meno di tre anni, dal 60 ad oltre l’80%.
A onta dell’enorme sostegno ricevuto, numerose banche europee, a partire da buona parte di quelle tedesche, continuarono ad essere in condizioni traballanti.
Pertanto le banche convinsero i governi di due cose: che avevano bisogno di altri capitali, e che nel caso in cui qualche paese non potesse rimborsare i titoli sovrani alla scadenza alcune di esse, tra le maggiori, potevano crollare.
D’altra parte ormai i bilanci pubblici erano ormai esausti; lo stesso intervento della BCE a favore delle banche non poteva durare all’infinito. Percio’ era necessario, conclusero i governi, assillati dalla situazione critica delle banche, rimpolpare i bilanci pubblici aumentando le entrate fiscali o tagliando le maggiori fonti di spesa, che è la spesa sociale: pensioni, sanità, istruzione, sostegno al reddito per i lavoratori disoccupati, poveri o sottopagati.

Sarebbe stato realmente arduo convincere della validità di un simile schema interpretativo i cittadini, nel caso si fosse raccontata loro la verità.
Per questo i governi hanno provveduto a costruire una seconda verità, volta a diffondere nella popolazione, al fine di controllarne l’atteggiamento, la convinzione soggettiva di aver partecipato a causarla.
Abbiamo individuato senza alcun ragionevole dubbio, suona la verità di fonte governativa, i responsabili della crisi: siete voi stessi. Ecco il messaggio trasmesso dai governi ai cittadini. Per oltre una generazione avete vissuto al di sopra dei vostri mezzi. Riferendosi ad un sistema sanitario che assicura cure adeguate a ciascuno, presso chè gratis; pensioni pubbliche a loro dire, eccessivamente generose; l’istruzione gratuita o erogata a fronte di tasse di iscrizioni minime. Sono, tutte queste, forme di spesa pubblica in cui i governi del passato hanno esagerato, ci viene comunicato, e di cui tutti voi avete troppo a lungo goduto, rendendovi responsabili dello sperpero.
Codeste tecnologie della governamentalità, miranti a creare nel maggior numero di persone un profondo senso di colpa facendo loro credere di aver realmente contribuito, loro e soprattutto i loro genitori, a prosciugare il bilancio dello Stato, hanno avuto un rimarchevole successo.
E’ questa una delle ragioni che spiegano come mai, ad onta dei durissimi programmi di austerità imposti dai governi UE, gli elettori continuano a votare in massa per gli stessi partiti che hanno coniato o praticato queste tecnologie del sé”.

(le parti virgolettate sono tratte dal libro del sociologo Luciano Gallino “Il colpo di Stato di banche e governi” edito da Einaudi)

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