Banche pubbliche e banche private, una grande balla

Nel nostro paese è stato costruito  un “frame” che ha diffuso nel senso comune l’idea che il nostro sistema bancario è inefficiente e provoca danni all’economia perché in esso forte è l’influenza della politica e dello Stato.

Lo hanno costruito i tamburini del neo liberismo, grandi editorialisti, giornalisti semplici, blogger autorevoli, accademici di ogni ordine e grado, i Think tank che scandiscono i tempi ed i contenuti delle polemiche e decidono i “frame” da potenziare.(utilizzando con maestria, da destra, i concetti  di “egemonia” e “governamentalità” elaborati da Gramsci e Foucault in epoche diverse)

Non mi interessa adesso capire se questa analisi sia vera oppure se fa parte di quella capacità del pensiero unico di sostituire i fatti con le interpretazioni.

Faccio finta di prenderla per buona.

Il sistema bancario italiano, attraverso le fondazioni, sarebbe sotto controllo pubblico.

Il seguito di questa affermazione, che voglio prendere per buona, è che negli altri paesi occidentali dove le banche sono completamente private esse svolgono una funzione efficiente a sostegno della economia reale e non producono quelle forme corruttive che il controllo politico produce (e qui di solito, parte il film del Montepaschi).

E questo avverrebbe, secondo uno dei precetti fondamentali del liberismo, perché i mercati funzionano quando viene lasciato loro il potere di autoregolarsi mentre se interviene in qualsiasi forma lo Stato i mercati si inceppano. (Non entro nel merito di questa grande balla, dico solo che la regolamentazione costruita da Bretton Woods in poi dagli Stati e stata smantellata non attraverso una deregolamentazione ma attraverso una ri-regolamentazione da parte degli Stati che non hanno cancellato le regole ma ne hanno messe altre più favorevoli alla grande finanza).

Alla fine cio’ che è stato fatto passare, parlando delle banche,  non ha fatto altro che rendere piu’ forte il concetto che privato è bello mentre pubblico è brutto.

MA TUTTO QUESTO NON E’ VERO

Perché la crisi iniziata nel 2007 e scoppiata viralmente nel 2008 è stata causata dall’insieme del sistema finanziario globale, senza alcuna distinzione. Anzi il sistema bancario italiano è quello che ha provocato meno danni (almeno dal lato della creazione di titoli tossici).

Le grandi banche americane e inglesi che sono state salvate dai loro governi erano e sono banche private.

Sono banche private quelle banche che hanno prestato danaro  a chi non ne aveva le caratteristiche per poterlo tranquillamente restituire e poi hanno impacchettato questi titoli cartolarizzandoli per scaricare il rischio su altri ed anche per bypassare le regole che stabiliscono un rapporto tra le somme che si possono prestare ed i capitali posseduti realmente (regole fissate a Basilea nel nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche).

Sono banche private quelle che hanno costruito a latere le SIV, società veicolo di investimento strutturato solo formalmente autonome dalla Banca madre ed usate per fare queste operazioni di cartolarizzazione.

Sono queste banche private che, dopo l’abolizione dello “Steagall act”, hanno da un lato costruito un mercato dell’azzardo sganciando l’attività finanziaria dalla attività economica reale e dall’altro implementato un sistema finanziario ombra, senza regole, che ha come giro d’affari una quantità simile al giro d’affari regolamentato.

Sono queste banche private che hanno messo sul mercato titoli derivati che si basavano su scommesse sul valore di mercato di un bene (il grano, il mais e tanto altro) non necessariamente scambiato realmente.

E sono queste strutture finanziare (troppo grandi per fallire, dicevano) che sono andati dai governi e dalla BCE per ottenere finanziamenti al fine di salvarsi quando il sistema era saltato. Ed i governi sono stati generosi. La BCE di Mario Draghi, mentre da un lato, insieme agli altri membri della troika, strozzava la Grecia per debiti infinitamente minori (e Draghi non poteva forse fare altro vista la netta opposizione tedesca a trasformare la BCE in una struttura come la FED), prestava all’interesse dell1% enormi masse di denaro alle banche per evitare che fallissero e chiedendo, senza le rigidità applicate agli Stati, che con quei soldi aprissero i cordoni nei confronti delle imprese e della economia reale, cosa che le Banche si sono ben guardate dal fare, continuando, passata la paura, ad implementare ancora il mercato dell’azzardo.

Quindi la loro ragione sociale privata non ha impedito a queste banche di essere i detonatori della crisi, con i loro fallimenti a catena dovuti alle scelte strategiche degli ultimi decenni scelte che hanno portato il sistema finanziario lontano da quello che in un sistema capitalistico basato sulla economia reale dovrebbe essere la sua missione e cioè aiutare le imprese della economia reale a fare investimenti.

La stagnazione produttiva iniziata negli anni 70 ha spostato la fonte del profitto dal processo produttivo a quello della circolazione, cosa normale che avviene sempre nella storia capitalistica durante un periodo di stagnazione quando gli investimenti sono poco o per nulla remunerativi.

Soltanto che, incontrando la rivoluzione informatica, il sistema finanziario ha preso vita propria ed ha assolutizzato il suo dominio incontrastato sia sulla economia reale sia sulla società compresi gli stili di vita. (aiutato in ciò da molti atti dei governi come la liberalizzazione del movimento dei capitali e l’abolizione dello Steagall Act che teneva separate le banche commerciali dalle banche di investimento). E le banche private, insieme naturalmente ad altri attori, sono state le protagoniste assolute.

Di fronte ai disastri globali provocate dalle banche private ed alle somme che gli Stati hanno dovuto versare per non farle fallire facendo lievitare dal 60% all’80% il debito pubblico (in Europa parliamo di circa 1000 miliardi nel solo periodo 2009-2011), di fronte a tutto ciò le miserie del Monte Paschi di Siena sono appunto miserie, ben poca cosa.

Ma su questa misera cosa i tamburini del liberismo italico (con qualche aggancio anche dentro il PD) hanno costruito un “frame” che ormai è diventato il senso comune al bar e dal macellaio dietro casa, senza che la sinistra riuscisse a mettere in piedi una operazione egemonica per smontare queste balle diventate verità assoluta ed incontrovertibile. Diventate cioè pensiero unico.

Annunci