La storia infinita: criminalità, corruzione e burocrazia

L'Aquila, la "Zona Rossa", foto di  @thefrenchbo
L’Aquila, la “Zona Rossa”, foto di @thefrenchbo

L’indagine all’Aquila sulle tangenti post terremoto e le accuse di millantato credito, corruzione, falsità materiale ed ideologica e appropriazione indebita, stridono di fronte alla città ancora sospesa tra abbandono e mancato recupero.

Una notizia dell’ultima ora ci informa che il proprietario dell’area della discarica di Malagrotta, Manlio Cerroni, e l’ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi sono stati arrestati nell’ambito di una inchiesta sul traffico di rifiuti. Mentre Roma continua ad essere assediata dalla “monnezza”, Cerroni, come Mazzarò, accumulava terreni, ossessionato solo dall’espansione del suo impero.

Se le accuse si dimostreranno vere, dovremo prendere atto che in Italia la corruzione continua ad essere, insieme a quella criminale, l’attività più lucrosa. Attività strettamente intrecciata con la politica. Attività spregiudicata e depravata.

Il saccheggio dei fondi destinati alla messa in sicurezza degli edifici pericolanti, il traffico di montagne di spazzatura, non sono attività molto diverse da quelle praticate nella Terra dei Fuochi. Il lucro a scapito del bene comune è talmente diffuso da essere considerato un male inevitabile, anche da certa politica.

Nel frattempo il “pasticcio scuola”, dimostra il predominio dell’inamovibile burocrazia di Stato,con il bizantinismo astruso ed inutile delle carte, dei decreti e delle circolari applicative, sulla politica. E la politica ha rivelato, ancora una volta, l’incapacità di saper controllare.

Il funzionamento dello Stato è ormai regolato da una accozzaglia di leggi e leggine, fragili rattoppi che rischiano in ogni momento di cedere, che rendono la vita dei cittadini insopportabile e quella delle aziende asfissiante.

Solo una cosa è certa: così non si può più andare avanti.

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