Un eroe del nostro tempo (si fa per dire)

Oggi su Twitter è stata consacrata da migliaia di cinguettii la partecipazione di Alessandro #DiBattista a #ServizioPubblico, ma già ieri sera la numerosa claque, presente nello studio utilizzato da Michele Santoro&co., si era sperticata in applausi, visibilmente “eccessivi”.

Certo, “L’immoralità è letame”, come non convenirne! Però su quel: “Io sarei disposto a morire per questo Paese”, mi permetto di annotare che di epica da talk show ne abbiamo fin troppa. È una frase ad effetto di dubbio gusto, perché quelli che per questo Paese sono morti davvero non mi risulta siano passati per la televisione prima di fare quel che andava fatto.

Lo ammetto, Alessandro #DiBattista non mi piace nemmeno un po’, così come non mi piacciono quelli che hanno bisogno di piedistalli di parole per vendere qualche improbabile primato morale.

Oggi a Montecitorio i deputati del M5S hanno tentato di interrompere il voto di fiducia sul decreto Imu-Bankitalia esponendo cartelli ed impedendo ai parlamentari di sfilare sotto la presidenza per esprimere ad alta voce il loro voto. Luigi Di Maio (M5S) che presiedeva la seduta ha applicato il regolamento ed ha espulso alcuni deputati.

Qualche giorno fa a Porta a Porta, Di Maio aveva detto: “Le decisioni per il Paese  si prendono in Parlamento“. In un certo senso, espellendo i suoi colleghi di “movimento, ha dimostrato coerenza.

Se proprio dovessi essere costretto a scegliere tra l’eroe disposto (almeno nelle esternazioni televisive con claque plaudente) a morire per il Paese e il quarantenne capace di applicare le regole, io non avrei alcun dubbio.

Annunci