Prova di forza

unoHa scritto Matteo Renzi su Facebook:

La legge elettorale non è la cosa più importante. Ma è l’inizio di un percorso che può cambiare il Paese: taglio dei costi della politica, semplificazione, superamento di Senato e Province, lotta contro le rimborsopoli regionali.

Se passa questa legge poi è più semplice tutto, dal piano per il lavoro all’attrazione degli investimenti stranieri, come hanno notato autorevoli osservatori internazionali in queste ore. Tutto è migliorabile, ma l’accordo sulla legge elettorale dopo anni di immobilismo adesso c’è, corrisponde al dettato costituzionale, può far uscire l’Italia dalle sabbie mobili. Rispetto le motivazioni di chi in queste ore sta disperatamente cercando di bloccare tutto, qualcuno persino in buona fede.

Ma fuori dalle stanze dei palazzi c’è un Paese che ha bisogno di gesti concreti di cambiamento. Ora, non tra qualche anno. E una politica che non decide neanche sulle regole del gioco, non è più credibile su niente.

Il PD ha fatto la sua parte, coerente con le primarie e con il voto della direzione. Abbiamo dato la disponibilità a ridurre il premio di maggioranza per accogliere il rilievo di parlamentari e costituzionalisti. Ieri ho chiesto ai nostri deputati di ritirare gli emendamenti per evitare ogni alibi sulle divisioni interne.

Bene, adesso tocca al Parlamento. Personalmente non mi farò ingabbiare nelle stanche liturgie della politica tradizionale: le carte sono in tavola, nessuno può bluffare. Se qualcuno vuole far saltare tutto, lo faccia a viso aperto e lo spieghi al Paese.

Per quanto riguarda me e i miei presunti incontri di oggi, io sono a Firenze a inaugurare la nuova pista ciclabile di via Malibran.

Per la prima volta dall’incontro con B., il segretario del Pd ammette le difficoltà e rilancia, restando a Firenze e prendendo le distanze dalla “palude”. Matteo Renzi ha l’appoggio del Quirinale sull’innalzamento del premio di maggioranza al 38%, ma B. tiene il punto ed ha iniziato il suo gioco preferito (dopo il Bunga Bunga), quello del Tira e Molla, preludio all’affossamento di qualsiasi modifica. Ricordare che “i patti vanno rispettati” alla vecchia volpe è come parlare al muro. Sondaggi e simulazioni proiettano l’ombra di una sconfitta sicura col doppio turno e B. non si accontenta di “vendersi” l’immagine dello statista (anche perché sa che non gli basta), lui vuole vincere e per ora non cede.

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