Caro Pippo, ti scrivo…

Una lettera di Barbara Spinelli a Pippo Civati su Alexis Tsipras

Caro Giuseppe Civati,
proprio perché sono d’accordo sulla sostanza del Suo post – come su tanti Suoi post – vorrei dirle che trovo un po’ ingiusto quello che scrive, a mo’ di premessa, a proposito della Lista Tsipras. La lista è nata, Lei lo sa bene se ha letto il manifesto, con il deliberato proposito di non ripetere passate e infelici esperienze di accordi verticisti fra partiti della sinistra radicale: cosa di cui persone come Paolo Ferrero sono ben coscienti. È nata come lista autonoma dai partiti, cui sono invitati a aderire tutti i cittadini e militanti politici che ho chiamato «europeisti insubordinati». Non riproduce l’esperienza della lista Ingroia. Ha come soggetti protagonisti 6 promotori-garanti che non militano in partiti della sinistra radicale classica (il 7 febbraio si è aggiunto al comitato promotore lo stesso Alexis Tsipras). La lista è appoggiata naturalmente dalla sinistra radicale, un po’ troppo presto e troppo riduttivamente etichettata come soggetto «frazionista» (un’adesione e partecipazione più che ovvie, dal momento che Tsipras è stato scelto come candidato anche dalla Sinistra europea), ma le adesioni di cittadini e movimenti di base e protagonisti politici vanno ben oltre questo recinto: anche Sel sta mostrando di voler aderire, il che vuol dire che la nostra platea è ben più ampia di quella che Lei descrive.

Tanto autonoma dai partiti è la lista che non pochi ci rivolgono accuse antitetiche alla Sua: ci accusano di antipartitismo, di intellettualismo. Un sospetto che non cambia alcune nostre convinzioni di fondo ma che certamente discuteremo fra noi, perché critiche di questo genere non vengono solo da chi milita nella sinistra radicale e in Sel, e perché la dialettica e lo scambio di pareri vivifica comunque e sempre dibattiti e avventure politiche che hanno la democrazia come bussola.
Detto questo, è chiaro che votando Tsipras candidato alla Presidenza della Commissione si prende l’impegno di stare a suo fianco nel Parlamento europeo: non ci si può fare eleggere sotto il suo nome per trasmigrare poi nel gruppo socialista di Schulz. Ma c’è un punto su cui Tsipras e anch’io siamo fermi: l’adesione al Gue, nel Parlamento di Strasburgo, “non costituisce una pregiudiziale”. Non tutto il Gue è favorevole alla linea europeista di Tsipras, e raggruppamenti di “indipendenti” sono possibili e probabili, nel caso di successo elettorale. È quanto mi ha assicurato espressamente il leader di Syriza. Aggiungo da parte mia che il rafforzamento di chi si colloca a sinistra dei socialisti incoraggerà al tempo stesso l’evoluzione del Gue e quella del gruppo Schulz: renderà più difficile, si spera, la tradizionaleGrosse Koalition fra Socialisti e Popolari, molto immobilista purtroppo quando sono in gioco la trasformazione democratica dell’Unione, le sue terapie anti-crisi, la sua chiusura a eurobond o a Piani Marshall dell’Unione o a un Parlamento costituente. Lo scompigliarsi di vecchi equilibri nel Parlamento di Strasburgo non può che rendere più feconda la democrazia europea. E quando parlo di scompigliamento ho in mente discussioni, che potrebbero rivelarsi molto proficue in vista di un’alternativa a Grandi Intese europee, fra parte del Gue, eletti di Tsipras, Verdi, parte dei socialisti e anche (dopo l’elezione dell’ottimo e federalista Guy Verhofstadt) liberali.

A conferma dell’accordo di fondo che esiste tra noi, ricordo la battaglia che Lei ha fatto, in sintonia con quanto ho scritto su «Repubblica» qualche tempo fa, contro l’Europorcellum e la soglia troppo alta del 4 per cento, che prima dell’accordo Veltroni-Berlusconi non esisteva. Per aiutare chi ci siamo battuti contro l’Europorcellum, se non per facilitare l’ingresso nel Parlamento europeo di liste come la nostra, o di liste che si sentono ingiustamente e in partenza condannate come Green Italia?

Se lo ritiene utile per la dialettica e la chiarezza, può pubblicare questa mia lettera personale nel suo blog.

Un caro saluto, e un grande augurio per la battaglia che conduce nel Pd . Un’ultima cosa ancora: certo mi sarebbe piaciuto molto chiederle l’adesione alla nostra lista, ma immaginavo una scelta simile impossibile per lei… o forse non è impossibile?

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