Così va in onda il “grande complotto”

Alain Friedman insiste e rilancia. Questa mattina ad Omnibus è stato rivelato un altro tassello del presunto complotto che si starebbe consumando in Italia. “Che interesse hanno De Benedetti e Prodi ad appoggiare il loro peggior nemico?“, ha chiesto il giornalista americano, senza però dare alcuna risposta. Il peggior nemico sarebbe, ovviamente, B. e l’appoggio di De Benedetti e Prodi sarebbe consistito nell’aver rilasciato dichiarazioni per il libro Ammazziamo il gattopardo, in uscita domani in libreria.

Insomma, secondo quel che Alain Friedman lascia intendere senza esplicitarlo, poiché Giorgio Napolitano è il più strenuo difensore del governo di Enrico Letta, De Benedetti e Prodi avrebbero deciso di minarne la legittimità, anche rischiando di offrire un vantaggio a B., per costringerlo a dimettersi, o – in alternativa – per convincerlo a lasciare Letta al suo destino. Il risultato sarebbe l’insediamento di Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Naturalmente – sempre nel non detto del giornalista americano – Romano Prodi sarebbe destinato a diventare, quanto prima, Presidente della Repubblica. Con buona pace dei poteri forti che lo considerano capace di bilanciare l’irrequieto bimbominkia.

Per il momento l’unico risultato delle anticipazioni del libro di Alain Friedman sono le demenziali dichiarazioni del nuovo delfino di B., Giovanni Toti. “Non so se Napolitano deve dimettersi, certo deve chiarire“. Come se fosse accettabile che il Presidente della Repubblica vada in Parlamento per rispondere alle elucubrazioni di un giornalista che quando parla fa venire in mente il doppiatore italiano di Oliver Hardy.

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