D’Alema, Renzi, la presentazione del libro e la lettera misteriosa

foto di Salvatore Contino
foto di Salvatore Contino

Matteo Renzi e Massimo D’Alema insieme al Tempio di Adriano, luogo simbolo per il Pd. Là Walter Veltroni (seduto ieri in prima fila) sancì la nascita del Pd e, sempre là, si dimise da segretario. Più recentemente, in quella sala, Pierluigi Bersani ed Enrico Letta (ieri entrambi assenti) siglarono, lo scorso novembre, una nuova alleanza per dare respiro al governo delle intese “ristrette”.

Questa volta l’occasione è stata la presentazione dell’ultimo libro di D’Alema, Non solo euro, edito da Rubettino. Un breve saggio sull’Europa con molta attenzione alla politica estera.

L’ex rottamato ha definito “realistico” il programma di riforme di Renzi. L’ex rottamatore ha ricordato:

Quando attaccavo D’Alema, lui continuava a parlarmi, mentre dalemiani e dalemini a non mi parlavano…

Poi – ad un certo punto – il presidente del Consiglio ha letto un brano del libro e ha fatto un velato cenno ad una lettera che D’Alema gli ha spedito “dopo le primarie” (evidentemente nel brano era contenuto un concetto espresso anche nella lettera), al che il presidente di Italiani Europei si è affrettato a ricordare che la lettera è “privata”, mentre il libro è di dominio pubblico.

Evidentemente un avvertimento, o una raccomandazione, a non rendere pubblico il contenuto della lettera.

Sapevo da tempo che tra i due il “dialogo” non si è mai interrotto e, se sapete leggere tra le righe, in quel “lui continuava a parlarmi“, pronunciato da Renzi con la consueta ironia (questa volta nei confronti di “dalemiani e dalemini“), si può averne una conferma indiretta.

Cosa c’è scritto nella lettera inviata da D’Alema a Renzi subito dopo le primarie? Io credo di saperlo, o comunque di immaginarlo…

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