#Concertonerai & polemiche (inutili)

La polemica suscitata dalle reazioni sui social alle parole di Piero Pelù nei confronti di Matteo Renzi, francamente mi annoia. L’Italia – per usare un termine nato nella rete – è il Paese dei flame, ovvero dell’insulto e della rissa verbale. Salvo poi dimenticare tutto in fretta e riversarsi sulla zuffa successiva. Comunque per gli appassionati delle polemiche ecco le “parole” dell’uno e dell’altro (così tanto per rispettare la par condicio).

PIERO PELÙ (durante il Concertone del 1° Maggio):

Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro. Il nuovo arrivato, il boy scout di Licio Gelli deve capire che in Italia c’è un grande nemico: disoccupazione, corruzione, voto di scambio, mafia, ‘ndrangheta, camorra. La nostra è una guerra interna. Il nemico è dentro di noi. Gli unici cannoni che ammetto sono quelli che dovrebbe fumarsi Giovanardi.

MATTEO RENZI (dall’intervista di Cazzullo sul Corsera):

DOMANDA:Cos’è successo tra lei e Piero Pelù? 
RENZI: «Sono vecchie polemiche fiorentine che lasciano il tempo che trovano. A me non interessano gli incarichi di Pelù con il Comune, né quanto prende dalla Rai. Mi dispiace solo la spocchia sugli 80 euro da parte di un certo mondo artistico, imprenditoriale, salottiero. Chi parla di elemosina non si rende conto di cosa significhi per chi guadagna 1.100 euro guadagnarne il mese prossimo 1.180. Nessun rinnovo contrattuale ha mai dato ai lavoratori quel che diamo noi. Non chiedo rispetto per me, ma per chi avrà gli 80 euro e per chi è costretto a vivere davvero di elemosina».

DOMANDA:Sono in molti a considerarlo un obolo elettorale.
RENZI: «Non è vero. Arriva in busta paga dopo le elezioni. È una misura stabile. Ed è l’inizio di un vero cambiamento, che da una parte pone un tetto agli stipendi pubblici e dall’altra avvia una battaglia di equità sociale».

DOMANDA:Ma perché continuano ad associarla a Licio Gelli? L’ha mai incontrato?
RENZI: «Mai, ovviamente: è quanto di più lontano ci sia da me. Mio padre, zaccagniniano della sinistra Dc, mi ha cresciuto nel mito di Tina Anselmi. Le parole di Pelù sono una contraddizione in termini. Tra l’altro non gli venivano dal cuore, perché non le ha dette; ha letto un testo che qualcuno gli avrà preparato».

 

Annunci