MI ASTENGO

MI ASTENGO

Tutti sanno chi ha vinto (il PD – unico ad aver aumentato anche in voti assoluti in tutta Italia +3.183.262 sul 2009 e anche + 2.513.716 sulle politiche del 2013, pur in presenza di una riduzione del numero dei votanti complessivi) e chi ha perso ( il M5s, il Centro-Destra con Forza Italia in testa, i moderati di Scelta Civica, prosciugati dal PD ).
Tutti, anche chi pone l’accento sul valore anche elettorale di un partito unito, riconoscono a Renzi una parte significativa del merito per questo risultato quantitativo e qualitativo del PD.

A me però interessa soprattutto porre l’attenzione su un paio di domande:
1) Questo voto dimostra che gli italiani passano da uno schieramento all’altro ?
2) Dove sono andati i voti persi da M5s e Forza Italia ?
Sono domande importanti per tutti perché servono a fare chiarezza sul futuro possibile e quindi sulle scelte da compiere.

IL PASSAGGIO DI VOTI FRA GLI SCHIERAMENTI
L’analisi del Cattaneo dimostra che esso esiste ma in dimensione e qualità non rilevanti o controbilanciato da passaggi inversi.
L’unico caso significativo è quello dei voti che nelle politiche del 2013 erano andati a Scelta Civica ( 3.591.541) e che nelle Europee sono in gran parte passati al PD ( Scelta Civica/Europea ha ricevuto 196.157 voti ), ma Scelta Civica/Europea rappresenta i moderati al Governo, alleati del PD, non si tratta di schieramenti alternativi in lotta per la supremazia, semmai di gradi e approcci diversi alla via comune.
Questa è la ragione che fa concludere al Cattaneo che: “la forza del Pd sta nell’aver saputo mantenere i propri consensi precedenti senza perderli sulla strada dell’astensione.”

LA PERDITA SECCA DEI COMPETITORI DEL PD: M5s E FORZA ITALIA
I milioni di elettori di questi due schieramenti che mancano all’appello hanno, in grande maggioranza scelto la via dell’astensione.
Campagna elettorale sbagliata dei due ? Delusione derivata dai comportamenti dei leader ? Ritiro del credito dato nelle elezioni precedenti per mancanza di risultati ? Sta a quei partiti valutare il merito della questione.
Quello che interessa a me e che deve interessare al PD è invece che qualunque ragione abbia mosso questi elettori, la loro scelta è stata ( in stragrande maggioranza ) il NON VOTO, l’ASTENSIONE, non una scelta alternativa allo schieramento precedentemente votato.

ASTENSIONE:
2009 – Europee astenuti 17,6 milioni su 50,3 milioni di elettori, 34,95%
2013 – Politiche astenuti 14 milioni su 50,5 milioni di elettori, 27,82%
2014 – Europee astenuti 21,6 milioni su 50,6 milioni di elettori, 42,73%

Il PD, unico, ha tenuto, in tutta Italia, e ha saputo allargare i suoi consensi conquistando nuovi voti pur in presenza di una forte tendenza astensionista.La strada della conquista della fiducia della maggioranza degli italiani tuttavia è ancora lunga, e ha fatto bene Matteo Renzi a dire, da subito che non occorre perdere un minuto.

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