Quando le strade diventano fiumi…

L’argine lungo il fiume Carrione, l’argine crollato,  mi ha lasciato senza parole. Ho letto che gli inserti in polistirolo di cui si è tanto discusso sarebbero giunti di dilatazione, utilizzati per impedire alla struttura di collassare. Già, ma la struttura ha ceduto comunque. Qualcuno dice che l’argine lungo il Carrione è stato costruito male, che le fondamenta non affondavano abbastanza nel terreno. Non sono un ingegnere, però avverto che c’è qualcosa di sbagliato.

In Italia crollano gli argini, crollano i ponti, franano le colline portandosi appresso case e strade, qualche volta anche le persone.

Questa notte a Chiavari l’acqua dei torrenti ha invaso le strade, inondato negozi. Due persone anziane, marito e moglie, sono al momento disperse a Leivi, avevano una casa sulle alture, una frana l’ha travolta. A Genova una tromba d’aria ha fatto letteralmente volare i container ammassati nel porto.

Gli eventi atmosferici che si susseguono – per quanto possano essere violenti – non sono classificabili come catastrofici. La responsabilità delle catastrofi è degli uomini. C’è una sottovalutazione culturale dei rischi geologici, c’è una mancanza cronica di risorse per affrontarli adeguatamente, ma c’è anche una incapacità amministrativa nel gestire quel poco che viene fatto.

Un argine non può crollare se è stato progettato bene, costruito a regola d’arte e collaudato con perizia. Una casa non può essere costruita in zone altamente a rischio, come i contrafforti scoscesi delle colline. Chi amministra la cosa pubblica non può avere la memoria corta, non può chiudere gli occhi per chissà quale indicibile motivo. Pensate alle abitazioni abusive che, invece di essere abbattute, vengono condonate, pensate alla follia di costruire sottopassi dove il rischio di inondazione è alto, pensate ai disboscamenti, alla mancata pulizia degli alvei dei fiumi, all’abbandono dei territori agricoli. Non possiamo dimenticarci delle frane e degli straripamenti quando viene l’estate e poi piangere sui morti durante l’inverno.

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