Altri 44 arresti nell’inchiesta Mafia Capitale

Mi pare di capire che con gli ultimi arresti l’inchiesta è entrata nelle stanze della politica. Colpisce, ma non meraviglia, la presenza, tra gli arrestati, di esponenti, sia pure locali, del Pd.

Non commento le motivazioni portate dai giudici, che tra l’altro stanno ancora indagando, non ho abbastanza elementi per farlo. Mi limito ad una considerazione politica.

Gli anni della giunta Alemanno hanno visto crescere nella capitale forme di consociativismo affaristico,  diffuse e ramificate. Consiglieri comunali e municipali, cresciuti all’ombra dei Ds, poi del Pd, sono finiti sui banchi dell’opposizione senza alcuna voglia di preservare il proprio ruolo. Un fenomeno parziale, certo, ma lesivo dell’essenza stessa della democrazia. Quando l’opposizione si mette d’accordo con la maggioranza le regole saltano e resta solo l’inciucio.

Un pezzo di quella generazione di giovani dirigenti politici ed eletti ha poi santificato se stessa e si è auto trasportata in Parlamento, lasciando la federazione del Pd di Roma in uno stato comatoso. Il commissariamento, avvenuto in tempi recenti, è figlio dell’anomalia politica che ha colpito il partito romano, un vero guazzabuglio di correnti, totalmente prive di pensiero e di anima, ma attentissime agli affari.

Su Il Messaggero uno stralcio dell’ordinanza, relativa a Mirko Coratti, Franco Figurelli e Daniele Ozzimo, che ha portato a 44 nuovi arresti nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale:

Mirko Coratti, nella sua qualità di Presidente dell’assemblea del Consiglio Comunale di Roma – in concorso con Franco Figurelli, appartenente alla segreteria, avrebbe posto la sua funzione di consigliere comunale e di Presidente dell’assemblea comunale al servizio dei soggetti economici riconducibili al gruppo di Salvatore Buzzi. In cambio della promessa di 150mila euro e 10mila effettivamente ricevuti. Figurelli, invece, avrebbe ricevuto 1000 euro al mese per facilitare l’organizzazione. Daniele Ozzimo, ex assessore alla casa e anche lui consigliere comunale del Pd, avrebbe messo al servizio dell’organizzazione il suo ruolo nel partecipare alle delibere consiliari relative ai riconoscimenti del debito fuori bilancio dal 2012 e nel 2014 e nella creazione del consenso politico e istituzionale necessario all’adozione delle delibere per il riconoscimento del debito fuori bilancio che potessero finanziare gli appalti per le emergenze abitative e di accoglienza affidate alle cooperative di Buzzi e Carminati.

 

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