Venezia “brucia” (come Arezzo, Matera e Nuoro)

ballottaggiIl Pd ha perso Venezia, ma anche Arezzo. Nella città lagunare il candidato del centrosinistra, Felice Casson, era esponente della minoranza democrat, nel feudo che fu di Amintore Fanfani il candidato era un renziano doc. Alle amministrative ogni realtà fa storia a sé. A Venezia la vicenda Mose, le dimissioni di Giorgio Orsoni, il successivo patteggiamento, le tante promesse mancate, un candidato fortemente caratterizzato e le tensioni del Pd locale, qualche peso lo hanno avuto. Così come ha contato la figura atipica di Brugnaro che ha vinto raccogliendo voti grillini, di centro e di destra, pur mantenendo una fisionomia indipendente.

Ad Arezzo (come a Venezia) la vittoria se l’è assicurata una lista civica, quella di Alessandro Ghinelli, con il sostegno dei partiti di centro destra.

In Veneto ha di certo contato il dilagare della Lega di Matteo Salvini. In Toscana ha lasciato il segno la disaffezione dell’elettorato “rosso” che già in Umbria aveva manifestato, due settimane fa, chiari segni di insofferenza.

Su tutti i ballottaggi ha pesato la scarsa affluenza, ha votato meno della metà dell’elettorato, ma c’è un segnale che coinvolge il governo e anche Matteo Renzi. La disaffezione è palpabile.

Il Pd non può archiviare come se nulla fosse le sconfitte di Venezia, Arezzo, Matera e Nuoro. C’è insofferenza nei confronti del Pd, così come c’è preoccupazione nei confronti del governo guidato da Matteo Renzi. La questione migranti sta lasciando segni profondi nell’animo degli italiani, così come la mancanza di certezze su una ripresa che stenta a manifestarsi sta incrinando le italiche speranze.

Dopo la bufera di Mafia Capitale (a quanto par di capire non ancora finita) il  Pd di Roma ha ricominciato dai gazebo. Mancano i dati, ma non sembra che la riapertura del tesseramento abbia avuto sussulti significativi. Siamo certi che quella da seguire è la strada del “ritorno alle origini”, alla fondazione del Pd per intenderci? Non sarebbe meglio un “ritorno al futuro”? Nei fatti il Pd non esiste più a livello locale e decine di federazioni andrebbero commissariate perché sono nelle mani di incapaci, preoccupati solo del loro tornaconto personale.

Sul versante del governo Matteo Renzi ha annunciato l’ultimo tentativo di coinvolgere l’Europa sulla questione dei migranti, altrimenti l’Italia attuerà da sola il “Piano B”, del quale poco o nulla è dato sapere.

Intanto cresce il debito italiano, raggiungendo il record storico di 2194,5 miliardi. Cresce, impercettibilmente, anche l’occupazione. Gli effetti del Job Acts non sono ancora percepibili nell’immaginario degli italiani e, almeno per ora, restano confinati alle analisi degli esperti.

Insomma la situazione è tutt’altro che facile e serve un cambio di passo. Subito.

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