Hillary

L’immagine sbiadita di Hillary

Abbiamo seguito la campagna 2012 di Barack Obama, ma anche quella di Mitt Romney. Non meravigliatevi, quindi, se dedicheremo un po’ di spazio alle presidenziali del 2016. Il taglio sarà sempre lo stesso: appunti sulle strategie di comunicazione dei candidati. Al momento, siamo ancora nella fase delle primarie, i due soggetti più accreditati per lo scontro finale sono Hillary Clinton e Jeb Bush. Entrambi esponenti di dinastie politiche, entrambi con una immagine un po’ sbiadita da “rimettere a posto” prima di affrontare il rush finale. 

IL PARCO DELLE QUATTRO LIBERTÀ

Hillary Rodham Clinton, 67 anni, moglie di un presidente degli Stati Uniti ancora molto amato, segretario di Stato di un altro presidente che ha fatto sognare l’America (almeno durante il primo mandato), ha iniziato la corsa alla Casa Bianca dalla Roosevelt Island di New York.

Le Quattro Libertà enunciate dal presidente Roosevelt rappresentano la testimonianza delle più alte aspirazioni del nostro paese e un monito su quanto resta ancora da fare.

LA CITAZIONE DI FRANKLIN ROOSEVELT

“Uguaglianza nelle opportunità… lavoro per tutti coloro che sono in grado di lavorare… sicurezza per tutti coloro che ne hanno bisogno… la fine dei privilegi speciali per pochi… la tutela delle libertà civili per tutti…. e un benessere sempre più diffuso e crescente per tutti”.

LA DOMANDA, LA RISPOSTA

È legittimo per ogni americano chiedersi: “Quando raccoglierò i frutti del mio lavoro e del mio impegno? Quando potrò aiutare i miei figli a farsi strada?”.
“Quando?”.
E io vi dico, adesso.
La prosperità non può essere riservata solo a pochi privilegiati. I vantaggi della democrazia non possono essere colti solo dai ricchi e dalle multinazionali. Democrazia e prosperità sono elementi di un contratto fondamentale che deve riguardare tutti. Siete stati voi a far risorgere il paese. Ora è finalmente giunto il momento di riaffermare i vostri diritti e ripartire.
Per questo ho deciso di scendere in campo… per far sì che l’economia americana funzioni per quelli che ce l’hanno già fatta e per coloro che stanno ancora lottando.

L’ELENCO DEGLI MESTIERI

Hillary Clinton ha quindi fatto un interessante elenco di professioni e di categorie per sostenere le quali scende in campo.

Innovatori e inventori. Gli operai e i lavoratori della ristorazione. Gli infermieri, che fanno i turni di notte. I camionisti, gli agricoltori. I militari. I piccoli imprenditori. Quelli che hanno subito perdite e rovesci economici.

I REPUBBLICANI…

I repubblicani cancelleranno le normative di controllo su Wall Street… toglieranno l’assicurazione sanitaria a oltre 16 milioni di americani senza offrire alternative credibili. Disprezzano le donne, anziché rispettarne i diritti su salute e maternità. Vogliono deportare gli immigrati che lavorano e pagano le tasse. Negano i diritti agli omosessuali.

I repubblicani sono contrari alla costruire di un’economia inclusiva… una società inclusiva.  Ovvero “il villaggio” capace di accogliere chiunque.

MIA MADRE MI HA INSEGNATO…

Hillary ha poi iniziato una lunga narrazione famigliare con al centro la figura materna. L’obbiettivo è quello di colpire la sensibilità di un elettorato fondamentalmente costituito da gente che lavora (vedi l’elenco dei mestieri), ma che stenta ad arrivare a fine mese. La narrazione intima è anche utile a stemperare l’immagine di donna “gelida” che la candidata continua a portarsi appresso.

Dorothy mi ha insegnato che a ognuno nella vita va data un’opportunità e un esempio da seguire. Lei sapeva bene che cosa significava vivere senza nessuno dei due.

I suoi genitori l’avevano abbandonata e a 14 anni è stata costretta a guadagnarsi da vivere come domestica…

IL PERCORSO PERSONALE

Non poteva mancare il personale curriculum a difesa dei diritti dei più deboli e degli emarginati.

Da ragazza, nella mia parrocchia mi occupavo dei figli dei braccianti messicani… Il mio primo lavoro, dopo la laurea, è stato presso la Fondazione per la difesa dell’infanzia… Quando ho diretto la Legal Services Corporation, ho difeso i diritti dei poveri ad avvalersi di un avvocato… In Arkansas, ho lavorato con gli studenti di giurisprudenza che offrivano la loro professionalità nei tribunali e nelle carceri. Ho organizzato borse di studio per consentire a madri e padri single di frequentare l’università… Da senatrice, ho avuto l’onore di rappresentare i valorosi vigili del fuoco, agenti di polizia, personale medico, operai edili e volontari che l’11 settembre sono rimasti al loro posto, mettendo a rischio la loro vita.

Dopo aver illustrato un programma ancora molto semplice, che gira tutto intorno a istruzione, famiglia e opportunità, Hillary ha iniziato a gettare le basi per i comitati e per la raccolta dei finanziamenti (ovviamente la raccolta che conta è già iniziata).

PARTECIPATE

Inviate il messaggio “JOIN” J-O-I-N al 4-7-2-4-6. Andate su hillaryclinton.com e registratevi per fare telefonate o il porta a porta.

LA BATTUTA

Dopo aver accennato al fatto che il mestiere per cui si candida non è facile, tanto che baldanzosi (e più giovani di lei) presidenti ne sono usciti con i capelli bianchi, ha detto:

Non sono certamente il candidato più giovane in questa campagna elettorale. Ma sarò la più giovane presidente donna nella storia degli Stati Uniti d’America! E anche la prima nonna.

Non vedrete imbiancare i miei capelli durante la mia permanenza alla Casa Bianca, sono anni che li tingo!

IL PICCOLO SEGRETO

Non riuscirò sempre a raggiungere i miei obiettivi. Ho fatto sbagli, e in tanti me li faranno notare! Non ho vinto tutte le mie battaglie. Ma leadership significa determinazione e capacità di fare scelte difficili. Malgrado le sconfitte e le delusioni, occorre saper andare avanti.

SENTO ANCORA LA SUA VOCE…

Ancora una citazione della mamma Dorothy.

“La vita non è quello che ti succede, ma è quello che fai con quello che ti succede, quindi riparti”.

Avrei voluto far voluto vedere a mia madre l’America che sapremo costruire insieme. Un’America dove, se fai la tua parte, raccoglierai i frutti del tuo lavoro. Dove nessuno verrà più lasciato indietro. Un’America dove un padre può dire a sua figlia: “Puoi diventare ciò che vuoi. Anche il presidente degli Stati Uniti”.

 

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