Il primato della politica

Il nuovo secolo è nato libero dallo scontro ideologico che aveva caratterizzato il ‘900, ma ha prodotto un fare politica che è pragmatismo senza utopia. Questo è il punto di partenza del ragionamento contenuto ne La migliore speranza.

L’analisi di Franco Vittoria spazia su scenari globali e si avvale del miglior pensiero critico contemporaneo che va da Hanna Arendt a Ulrich Beck.

Se la politica non riesce a dare speranza, se la politica è mera gestione del quotidiano, senza tensione verso il bene comune, non ha capacità di attrarre partecipazione.

Il vuoto lasciato dalla politica è stato occupato da una enclave globale, i neo conservatori liberisti li chiama Jurgen Habermas, che non si fa scrupolo di imporre il primato della tecnocrazia sulla democrazia.

Viviamo in una società arida, intrisa di illusioni, dove i legami sociali tendono a dissiparsi, a disgregarsi, a diventare sempre più effimeri; dove i bisogni vengono indotti, le esistenze mercificate, i desideri trasfigurati.

Acquistiamo prodotti sempre più sofisticati e gettiamo quelli che la pubblicità ci fa ritenere obsoleti, senza renderci conto che l’utilità degli oggetti che acquistiamo è spesso fittizia.

In questi tempi di crisi, pur di difendere la società dell’opulenza, il liberismo tecnocratico sembra disposto a sacrificare la solidarietà, il welfare, il futuro di intere generazioni.

Allora che fare?

Per Franco Vittoria La migliore speranza è riposta in quella umanità al di fuori delle istituzioni, che non può aspettare i tempi lunghi della vecchia democrazia per vedere garantiti i suoi diritti. C’è bisogno, dunque, di linguaggi inediti che debbono essere rielaborati negli spazi fisici della partecipazione e del confronto. Bisogna ricostruire le comunità, superare le politiche fondate sull’io e rimettere in moto meccanismi di inclusione che sappiano contenere le differenze senza negarle, come invece è accaduto in questi venti anni.

La storia recente ci ha insegnato che i movimenti spontanei non vanno da nessuna parte se le loro istanze non vengono raccolte da soggetti politici. Ispirandosi al “cosmopolitismo” di Ulrich Beck, l’autore ci dice che occorrono “soggetti politici mondiali, ovvero nuovi partiti transnazionali, capaci di allargare il campo della democrazia e di dare risposte globali alla richiesta di diritti sociali e di lavoro”.

I video della presentazione del libro di Franco Vittoria “La migliore speranza”, tenutasi il 16 Ottobre 2014, al Palazzo delle Esposizioni Roma

 

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