Campidoglio: ci mancava solo Fitch

Marino Roma

Fitch, l’agenzia internazionale di rating, ha lanciato l’allarme sui conti del Campidoglio.

I recenti sviluppi politici nel Comune di Roma potrebbero danneggiare la capacità dell’amministrazione cittadina di attuare il bilancio 2015 e la parte restante del piano di rientro 2014-2016. (…) Il ripianamento del debito è previsto nelle leggi italiane, ma l’obiettivo potrebbe essere mancato senza una piena applicazione del piano di rientro. (…) Le tasse comunali sono già al massimo.

Il Gabinetto del Sindaco ha tentato di minimizzare.

Fitch ribadisce la bontà e l’importanza dell’azione di risanamento del Campidoglio messa in atto con il piano triennale dalla giunta Marino. Il lavoro di Fitch dimostra la grande importanza che viene attribuita al piano di rientro e testimonia la necessità di proseguire in questa operazione virtuosa di risanamento dei conti.

Lo stile del commento è quello di sempre. Il Sindaco sembra determinato a fare le barricate pur di non andarsene dal Campidoglio. C’è da capirlo. Resta il fatto che il suo stile da “marziano” è talmente inviso che ogni dichiarazione aggiunge ulteriore distacco dai romani. Marino continua a spiegare che non è colpa sua. Ha ragione! Le radici del male di Roma affondano nel malaffare, nell’intreccio perverso di criminalità, affarismo e degrado della politica. Il problema del sindaco sta tutto nell’incapacità di ammettere che, nonostante l’onestà e i buoni propositi, non è riuscito ad evitare il disastro amministrativo della città. Prendete l’ultima dichiarazione:

Il problema non sono io. Io sono stato pregato di candidarmi perché altrimenti coi candidati presentati da Pd avremmo perso Roma. Si sarebbe andati al ballottaggio fra Alemanno e i Cinquestelle, mi dicevano mostrando i sondaggi. Mi hanno scongiurato, quelli che adesso mi accusano di non essere duttile

Il sindaco continua presentarsi come il “salvatore” della città, in seconda battuta attribuisce allo standing basso dei candidati del PD la “chiamata”, dimentica però di spiegare perché da due anni la situazione complessiva nella Capitale è peggiorata.

Dovrebbe avere più umiltà, meno prosopopea e assumersi le proprie responsabilità. Dovrebbe ripartire dalle cose semplici (ad esempio il trasporto pubblico, o la pulizia della città), prendere impegni precisi e mantenerli.

Purtroppo la sua immagine risulta molto logorata. Qualcuno è convinto che anche un radicale cambio di rotta sarebbe inutile perché la percezione negativa di Ignazio Marino ha ormai superato il punto di non ritorno.

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