Marino e la commedia degli equivoci

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Ignazio Marino, dopo il lungo incontro di ieri in Procura nel quale ha reso dichiarazioni spontanee sul caso delle spese di rappresentanza e degli scontrini pagati con la carta di credito del Comune di Roma, ha convocato oggi una conferenza stampa e si è presentato con i suo avvocato, il professor Enzo Musco. Ha esordito dicendo che gli esposti, presentati dal M5s e Fratelli d’Italia, sono vergognosi, perché scritti da ignoranti, oppure da soggetti in mala fede. Ha quindi citato l’esempio delle spese di tintoria che non sono attribuibili a lui, ma alla ripulitura dei costumi dei “musici” che accolgono gli ospiti illustri. Ha aggiunto di non essere indagato e di non aver mai utilizzato fondi del Comune per spese personali. Ha precisato che il primo settembre, a New York, ha pagato con soldi suoi visto che veniva da una vacanza.

Secondo l’avvocato Marino ha spiegato bene ai giudici le spese contestate, ha confermato che non compilava lui i giustificativi, ma gli uffici, ma ha negato di aver accusato di alcunché il personale della segreteria del sindaco. Su questo aspetto però resta un mistero, perché se qualcuno ha “taroccato” la sua firma allora siamo di fronte ad un “falso”, se ha firmato senza controllare allora vuol dire che era decisamente distratto.

Il professor Enzo Musco ha aggiunto che è difficile chiedere al sindaco di ricordare dove fosse nei casi più indietro nel tempo: “Chi si ricorda con chi ha cenato 15 mesi fa?”. Marino, dal canto suo si è rifiutato di spiegare ai giornalisti cosa ha detto ai magistrati sulle singole spese. Alle domande sul Pd, ovvero se si sente tradito, se lascerà il partito nei prossimi giorni, se presenterà comunque una lista civica, ha continuato a rispondere che gli resta ancora tempo per decidere se confermare o meno le dimissioni.

“Come ho scritto nella lettera di dimissioni del 12 ottobre alla presidente dell’Assemblea capitolina Valeria Baglio e come prevede la legge, ho preso 20 giorni di tempo per riflettere (…) se e ho scritto che volevo prendere tempo per valutare, significa che lo pensavo e lo penso ancora”.

Credo che una valutazione del sindaco diversa da quella che tutti si aspettano provocherebbe un bel casino. Altro che commedia degli equivoci…

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