Finalmente la battaglia politica si trasferisce in Europa

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FINALMENTE LA BATTAGLIA POLITICA SI TRASFERISCE IN EUROPA, NEI LUOGHI VERI DELLE DECISIONI MAI FINORA MESSI IN DISCUSSIONE.

Negli anni scorsi era tutto un fiorire di toni alti contro le politiche di austerità e di rigore che la troyka imponeva ai paesi UE ed in particolare in quel periodo all’Italia, strozzando come dicono in tanti (da Amartya Sen a Fitoussi ad Obama) sul nascere ogni possibilità di crescita.

Da sinistra era un urlo continuo, un indignazione costante per le letterine targate troyka indirizzate ai singoli paesi europei.
Ed in queste letterine venivano indicati i provvedimenti da prendere, tutti ispirati al rigore ed a quella stupida rigidità (come la ebbe a chiamare Prodi) dei vincoli di Maastricht.

Poi arriva un governo, presieduto da un ragazzotto fiorentino che, dopo aver fatto i compiti a casa ed aver portato a compimento riforme che nessuno era mai riuscito a fare, decide che è ormai il momento di dire basta ad una politica di cieco rigore e di obbedienza prona ai diktat dei conservatori nord europei.

E prepara una legge di stabilità che è certo una sfida ma che comunque sta tutta nelle regole concordate all’epoca del voto di fiducia alla attuale commissione europea. Grazie anche alla forza di essere il PD italiano il gruppo piu’ numeroso in seno al Parlamento Europeo.

Renzi non si piega e parte l’offensiva del PPE.

Sempre piu’ forte. Con minacce ed offese al nostro paese ed al nostro governo. Guai a toccare l’ideologia suicida del rigore e della austerità.
E’ UNA DURA BATTAGLIA POLITICA, QUELLA CHE E’ APPENA COMINCIATA.
Una battaglia che da parte del PD e del premier ha 2 obiettivi:
1) il primo rilanciare la crescita
2) impedire di consegnare la UE, mani e piedi ai vari movimenti populisti, molti anche pericolosi, che stanno avanzando in tutta Europa (dall’Olanda alla Francia alla Ungheria alla stessa Italia).
I paesi del Nord Europa (e purtroppo anche qualche socialista europeo) fanno finta di ignorare questi pericoli e continuano con la solita litania.

Oggi il capogruppo del PPE in Europa, il tedesco Weber, ha alzato violentemente i toni.
E dove stanno tutti i rivoluzionari da strapazzo italiani che fino a qualche anno fa urlavano ai quattro venti la loro indignazione ed organizzavano gite turistiche in Grecia?

Perdono tempo a discutere di partito della nazione, dei rimpasti governativi e delle statue coperte. Mentre Scalfari e i giornali piu’ importanti si godono gli attacchi di Junker e Weber a Matteo Renzi parlando genericamente di attacchi dell’Europa quando invece sono i conservatori rigoristi che stanno lanciando la loro controffensiva.

 Di fronte ad una cosa simile tutti i francesi e tutte le forze politiche si sarebbero schierate a fianco del loro Premier.
In Italia invece si gode. Si fanno strizzatine d’occhio. Si danno botte di gomito.
Ma è bene che lo sappiate, Renzi vi asfalta a tutti.

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