La neocatecumenale. Una storia vera.

Il leader che ha infiammato la piazza del Family Day quando ha detto (giuro che lo ha detto) che il sesso non deve dare piacere, quel signore dal pensiero medievale che risponde al nome di Massimo Gandolfini è un neocatecumenale, quella setta insediata dentro la Chiesa cattolica e che sono un po’ come i testimoni di Geova ed hanno la caratteristica di rispettare il dogma che far l’amore serve solo a fare figli e che ogni scopata deve essere fatta tentando di concepire. Insomma, ogni botta una tacca. Ed infatti sono famiglie numerosissime.

Vi voglio raccontare una storia vera.

Accadde diversi anni fa quando svolgevo le mie funzioni di Presidente di Municipio.

Una giovane signore, proprietaria di un negozietto dove vendeva video cassete e video CD propose al Municipio di organizzare in estate una rassegna di film ed al Municipio chiedeva solo la sponsorizzazione ed una minima spesa per la promozione.

Era una proposta conveniente e convincente ed accettammo.

Per alcuni anni la signora, una cattolica catecumenale che aveva se non ricordo male sette o otto figli, organizzo’ delle belle rassegne in alcune piazze del Municipio.

Avevamo con lei un rapporto cordiale. E veniva a trovarci spesso soprattutto quando si era vicini alla impostazione dell’evento.

Poi avvenne qualcosa che mi turbò.

Cambiamo scenario.

A Largo Preneste, nel cuore del Municipio, tra i palazzoni del Quartiere, nelle aree libere della ex Snia, vicino ad un laghetto venuto fuori con i lavori di una tentata speculazione edilizia da noi bloccata agli inizi degli anni ’90, si erano insediate un migliaio di persone, non solo rom, che vivevano in condizioni indegne, una baraccopoli infetta     con tanti bambini. E che tra l’altro producevano tensioni nel quartiere.

Decidemmo con il Sindaco Walter Veltroni di trasferirli per sanare una condizione igienico-sanitaria spaventosamente precaria.

Come accadeva spesso in queste occasioni la destra romana (Alleanza nazionale era fortissima allora, non gli ectoplasmi di oggi) giocava due parti in commedia; sobillava i cittadini di Largo Preneste e contemporaneamente diffondeva in tutta la città notizie false su dove il Comune aveva deciso di allocare quei poveri cristi.

Tra le zone dove si sparse la voce (completamente falsa) che avremmo portato queste mille famiglie in un area libera vicino Tor Sapienza o Tor tre teste, nonricordo con precisione.

E capitanati dalla destra scattarono blocchi stradali, proteste fiaccolate. Il solito spettacolo che avevo vissuto tante volte negli anni precedenti.

Un giorno fui invitato da una TV locale per parlare proprio di questo  e mi avvisarono che avrei avuto in studio oltre che un esponente importante della destra romana, anche una rappresentanza dei comitati di Tor Sapienza.

Quando arrivai ecco la sorpresa. Tra i rappresentanti degli insorti anti-zingari c’era la signora neocatecumenale. Aveva la casa nella zona degli insorti e capeggiava il comitato di protesta.

Iniziò la trasmissione e quello che uscì dalla bocca di questa signora non aveva nulla a che vedere con gli insegnamenti di Gesù Cristo. Ce l’aveva con tutti gli zingari e tutti gli extracomunitari rovesciando su di loro tutti i luoghi comuni che potete immaginare. In diretta si teneva un poco ma nelle pause pubblicitarie non potete capire l’odio razziale che esprimeva.

Naturalmente spiegai con nettezza che non era vero nulla e che quella protesta era montata sul niente (anche se devo dirvi che ascoltando le nefandezze che uscivano dalla bocca della neocatecomunale mi sarebbe piaciuto piazzargli un campo nomadi tutta intorno la sua casa).

Alla fine della trasmissione passai dal tu al Lei ed a questa signora che mi parlava come se niente fosse accaduto dissi, caldo ma fermo, la seguente frase: “Vede signora, io sono ateo e lei è cattolica praticante, ma sono sicura che quando moriremo io andrò, se esiste, in Paradiso e lei sicuramente sarà cacciata dal suo Dio all’inferno”. Girai i tacchi e da allora non la vidi piu’.

E sono certo che la stessa fine, se Dio esiste, farà il dottor Gandolfini e molti dei suoi eccitati ed oscurantisti seguaci.

(La storia dell’insediamento di quelle 1000 persone finì bene. Si scelse un luogo dove nessuno si ribellò, attrezzato ed igienico. Veltroni non volle la presenza della polizia che staziono’ a debita distanza per ogni eventuale evenienza), per tutta la notte gli assistenti sociali del Comune insieme ai ragazzi del vicino Centro sociale occupato (che in quella occaisone furono bravissimi) organizzarono le famiglie e le cose che dovevano portare con se. Quando noi arrivammo alle 4 del mattino erano già tutti in fila con le loro bagattelle, ordinati e disciplinati e montarono tranquillamente sui pullman. In poche ore tutto fini’. E di quella notte faticosa ricordo il bellissimo sorriso di una bambinetta rom, avrà avuto tre anni, che ci salutava festosa. Quegli occhioni felici li ricordero’ sempre.

Come ricordero’ sempre l’ipocrisia della neocatecumenale.

 

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