LE POLITICHE PROGRESSISTE DI MATTEO RENZI

 

E’ evidentissimo il carattere progressista e di sinistra delle politiche del governo Renzi. La vulgata dei sinistri puri e puri che vede Renzi come uno strumento della destra politica ed economica smentito dai 3 punti che di seguito metto in evidenza.

Il tutto accompagnato da uno sforzo enorme per la semplificazione della struttura statale e per restituire al nostro paese l’appeal nei confronti dichi deve decidere di investire in soldi freschi senza i quali non si crea lavoro e non c’è crescita.

 

  1. Battaglia politica in Europa contro una politica di austerità e di solo rigore che impedisce la crescita e l’espansione. E’ una battaglia storica della sinistra ed oggi Renzi la porta avanti dopo pero’ aver fatto i compiti a casa ed aver approvato una massa critica di riforme strutturali che ci mette nelle condizioni di alzare la voce. E la battaglia in Europa è condotta senza quel finto rituale diplomatico che faceva sembrare tutti uguali e non dava il senso delle novità necessarie a rimettere il nostro continente sulla lunghezza d’onda dei padri fondatori (non solo moneta ma anche valori).

  2. Coraggio sulla accoglienza dei migranti senza se e senza ma pur sapendo che il tema è a rischio della impopolarità. Anche su questo la battaglia in Europa è a viso aperto con l’affermazione che l’Italia in ogno caso continuerà a salvare vite umane da quel cimitero che è diventato il mediterraneo

  3. Innovazione nel welfare con (solo a titolo esemplificativo)

    • estensione ad esempio della Cassa integrazione alle imprese sotto i 15 dipendenti,

    • approvazione di uno Statuto dei lavoratori autonomi con un occhio particolare al mondo delle Partita IVA cui vengono riconosciuti per la prima volta diritti esigibili,

    • proroga della decontribuzione volta a far costare di meno il lavoro a tempo indeterminato,

    • legge contro il caporalato,

    • legge sul “dopo di noi” per assicurare un futuro alle persone con disabilità aumentando contemporaneamente il budget del fondo per la non autosufficienza e per il “dopo di noi”

    • assunzioni nella scuola pubblica di oltre 180.000 nuovi insegnanti a tempo indeterminato,

    • aumento dei finanziamenti per la formazione dei docenti,

    • Stanziamento di più risorse per assumere ricercatori universitari e funzionari del Ministero dei beni culturali,

    • finanziamento dei musei ed elaborazione di un nuovo Piano strategico per individuare, recuperare e valorizzare i siti di eccezionale interesse turistico,

    • contrasto alla povertà con una serie di misure a sostegno di chi, per vari motivi, si trova oggi in difficoltà e soprattutto per le famiglie con minori.

    • Impegno pancia a terra con una task force di altissimo livello per risolvere le tante crisi aziendali conseguendo risultati importantissimi

    • Impegno per il rilancio dell’ILVA e battaglia in Europa per difendere il finanziamento cospicuo destinato alla bonifica ambientale di Taranto

A.A.A.A.A.A. Avviso:

di fronte a questa inoppugnabile verità adesso arriveranno, montando in cattedra come tutti i falliti, quel del “bisogna andare oltre” e del “ci vorrebbe ben altro”.

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